Nel successo della FemiCz nella finale contro il Viadana (27-21) c’è un filo che lega passato, presente e futuro ed è tutto “made in Rovigo”

PARMA – Che impresa! Si può vincere una finale scudetto regalando letteralmente il primo tempo, perdendo più della metà delle rimesse laterali su proprio lancio e concedendo due cartellini gialli? Non è facile, ma se sei una squadra con la maglia rossoblù, hai 90 anni di storia alle spalle e una città che ti segue allora la cosa che si può fare. E la FemiCz Rovigo l’ha fatta. Con un secondo tempo che dalle parti del Battaglini difficilmente dimenticheranno la squadra di Giazzon ha ribaltato una partita che sembrava ormai segnata. Solo l’orgoglio e il carattere dei rossoblù l’aveva tenuta in piedi in un primo tempo nel quale il Viadana aveva fatto il bello e il cattivo tempo dominando ogni fase del gioco. 

LEGGI LA CRONACA DI FEMICZ ROVIGO – VIADANA 

LEGGI LE PAROLE DI GIAZZON E FERRO

LEGGI LE PAROLE DI ZAMBELLI, BIMBATTI E POLLA ROUX

LEGGI L’ARTICOLO SULLA FESTA DEI TIFOSI IN CENTRO

LEGGI I COMMENTI DI MOSCARDI, BELLONI E SWANEPOEL


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Per quaranta minuti nei meccanismi dei rodigini non ha funzionato quasi nulla: inguardabili nelle rimesse laterali (cinque perse di fila su proprio lancio!), due cartellini gialli costati tre mete del Viadana e sempre in sofferenza sugli attacchi dei gialloneri. La marcatura di Moscardi, nata da un intercetto di Ferrario davanti alla propria linea di meta, aveva sbloccato il risultato, ma poi è arrivata la valanga del Viadana che ha segnato tre volte in rapida sequenza punendo severamente i cartellini gialli rimediati da Fourcade e Frangini

In quel momento nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle possibilità della FemiCz di conquistare il suo 15° scudetto. Invece l’intervallo e i cambi hanno sparigliato le carte in tavola e si è vista tutta un’altra partita con i rodigini a comandare le operazioni e il Viadana che ha un po’ alla volta ha ceduto sia fisicamente che mentalmente quasi accettando l’ineluttabile rimonta degli indiavolati rossoblù. Una rimonta che si è completata al 32’ della ripresa con la marcatura più bella tra le tre segnate dalla FemiCz Rovigo. Una lunga azione a ridosso della linea di meta mantovana con il pack rodigino che ha provato più volte lo sfondamento senza trovare il varco giusto. Gli avanti di Giazzon, però, non si sono sfilacciati e hanno mantenuto ordine e pulizia nel loro possesso fino all’allargamento che ha portato l’ovale tra le mani di Moscardi che ha sfondato l’ultima linea difensiva mantovana. In questa azione si è visto la miglior FemiCz Rovigo della finale: solida di testa e attenta nei dettagli. 

Per certi versi gli ultimi 80 minuti del campionato sono stati la fotografia dell’intera stagione con la squadra di Giazzon a viaggiare spesso sulle montagne russe delle prestazioni passando da prove brillanti ad altre infarcite di errori. Alla fine la miglior qualità della FemiCz Rovigo di quest’anno è stata proprio la capacità di risollevarsi dalle cadute e di rimettersi rapidamente in careggiata. La disastrosa sconfitta subita a Viadana nella regular season è stata subito superata andando a vincere la Coppa Italia, guadagnando la semifinale di ritorno in casa e sigillando il tutto con l’impresa di Parma. 

Certo i cambi operati da Giazzon in avvio di secondo tempo hanno contribuito a ridisegnare una squadra più adatta alla situazione di gioco che si era creata, ma senza uno scossone emotivo non si sarebbero trovate le energie nervose che hanno costretto all’angolo un Viadana che forse aveva pensato di aver già messo le mani sullo scudetto. Nel successo della FemiCz Rovigo nella finale c’è un filo che lega passato, presente e futuro ed è tutto “made in Rovigo”: ad alzare il trofeo è stato Matteo Ferro, il capitano entrato dalla panchina che festeggia il suo quarto scudetto, e oltre 200 presenze in rossoblù, il “Man of the Match” lo ha avuto con grande merito Matteo Moscardi nella sua miglior stagione con la squadra rodigina nella quale c’è stata la tremenda tragedia della scomparsa della sorella Chiara e destinato a diventare il leader di questa squadra, il premio per il miglior giocatore del campionato è finito sulle giovani mani di Mirko Belloni, una promessa che si sta trasformando in una splendida realtà del rugby italiano. Questo scudetto, però, è un grande premio per il presidente Francesco Zambelli che non ha mai lesinato il suo sostegno alla squadra, pungendola anche con qualche giusta lamentela, ma che ha ricevuto l’ennesima soddisfazione del suo lungo periodo trascorso alla guida del club rossoblù. 

La cronaca di questa pazza partita è quasi tutta nelle marcature. Ad aprire il tabellino è stata la FemiCz Rovigo quasi a sorpresa dopo l’avvio a tamburo battente del Viadana. I mantovani hanno il controllo quasi assoluto del possesso e del territorio mentre tra le fila rodigine non funziona nulla. Agli errori la FemiCz Rovigo aggiunge anche l’indisciplina e i mantovani scappano avanti nel punteggio segnando mete sin troppo facilmente arrivando sul 21 a 7 senza fare troppa fatica. Per vedere i rossoblù nei “22” avversari, meta di Moscardi a parte, bisogna attendere oltre trenta minuti quando arriva un penalty che Thomson spedisce tra i pali un pallone che tiene vive le flebili speranze di rimonta della FemiCz Rovigo. La ripresa sembra un’altra partita. La squadra rodigina impacciata e fallosa dei primi quaranta minuti è sparita per lasciare il posto a una formazione finalmente aggressiva e avanzante che non ha nessuna intenzione di farsi mettere sotto dagli avversari. Così arriva la meta di Della Sala che riapre il match e manda in crisi la formazione di Pavan. Al quarto d’ora i rossoblù potrebbero già operare il sorpasso, ma la meta di Fourcade su azione penetrante di Vaccari non viene assegnata dopo una lunga revisione del TMO. La decisione avversa non ferma la spinta dei rodigini che poco dopo trovano la via dei pali con un gran piazzato di Lertora. Il Viadana mantiene un punto di vantaggio ma è ormai alle corde e deve alzare bandiera bianca per la seconda meta di Moscardi che completa un’incredibile rimonta e riporta lo scudetto in Polesine.

Roberto Roversi

Parma, Stadio Sergio Lanfranchi – sabato 31 maggio ore 17.15

Finale Serie A Elite Maschile

Rugby Viadana 1970 v FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta 21-27 (21-10)

Marcatori: p.t. 16’ m. Moscardi tr, Thomson (0-7); 24’ m. Wagenpfeil tr. Roger Farias (7-7); 29’ m. Roger Farias (14-7); 31’ m. Sauze tr. Roger Farias (21-7); 40’ c.p. Thomson (21-10); s.t. 51’ m. Della Sala tr. Thomson (21-17); 63’ c.p. Lertora (21-20); 72’ m. Moscardi tr. Thomson (21-27)

Rugby Viadana 1970: Brisighella (66’ Madero); Sauze (62’ Bronzini) Morosini, Jannelli (cap.), Ciofani; Roger, Baronio (73’ Di Chio); Ruiz, Wagenpfeil, Locatelli; Marchiori (60’ Casasola), Boschetti; Oubiña R. (Mignucci), Dorronsoro (52’ Denti), Oubiña A. (62’ Fiorentini)

A disposizione: Fiorentini, Denti, Mignucci, Loretoni, Casaola, , Madero, Bronzini

All. Pavan

FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta: Belloni (45’-54’ Mostert); Vaccari, Diederich (cap.), Moscardi,(75’ Mostert) Lertora (22’-32’ Cadorini); Thomson, Chillon (58’ Krsul); Paganin (41’ Casado Sandri), Cosi, Meggiato (46’ Sironi); Fourcade, Ortis (46’ Ferro); Pomaro (41’ Swanepoel), Frangini (61’ Cadorini – 76’ Frangini), Della Sala (52’ Leccioli)

A disposizione: Cadorini, Leccioli, Swanepoel, Ferro, Casado Sandri, Krsul, Mostert, Sironi

All. Giazzon

Arb. Andrea Piardi

AA1 Manuel Bottino, AA2 Clara Munarini

Quarto Uomo: Filippo Russo

TMO: Matteo Liperini

Cartellini: al 14’ giallo a Fourcade (FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta); al 21’ giallo a Frangini (FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta); al 44’ giallo a Morosini (Rugby Viadana 1970)

Calciatori: Thomson (FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta) 4/5; Roger Farias (Rugby Viadana 1970) 3/3; Lertora (FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta) 1/1

Note: Presenti 4.894 spettatori.

Player of the Match: Matteo Moscardi (Rugby Rovigo)

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