Nella finale scudetto di sabato 31 maggio al Lanfranchi di Parma la FemiCz Rovigo ha battuto il Viadana 27 a 21 conquistando il 15esimo tricolore     
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PARMA – Missione compiuta, lo scudetto ritorna a casa, a Rovigo. Riesce anche l’operazione aggancio perché vincendo la finale di Parma la FemiCz Rovigo raggiunge il Petrarca e il Benetton Treviso a quota 15 titoli. 

Non poteva esserci conclusione migliore per questa stagione durante la quale la società rodigina ha festeggiato i suoi 90 di vita e ad aprile aveva messo in bacheca anche la Coppa Italia. A Rovigo non potevano chiedere di più e di meglio al “Presidentissimo” Francesco Zambelli, da anni saldamente al comando del club rossoblù. 

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Alla vigilia i numeri dicevano più Viadana che Rovigo e non era un pronostico del tutto fuori luogo. I mantovani avevano giocato, perdendola, la finale del campionato scorso e avevano vinto la regular season degli ultimi due campionati a conferma di una leadership alla quale, però, mancava il sigillo di un titolo. Buona parte degli esperti, quelli che dissertano di rugby riducendo una partita a un insieme numeri e statistiche da spiegare con raffinata terminologia tecnica, pensa che tradizione e ambiente non segnino punti. Sarà anche vero. Però nessuno si è mai preoccupato di dirlo ai quei “testoni di rovigoti” che ostinatamente, da sempre, sono convinti del contrario. 

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Così contro il Viadana, come in tanti altri momenti importanti della sua esistenza, la FemiCz Rovigo ha portato in campo la forza di tutti i suoi 90 anni di storia, l’esempio delle sue “legends” e l’eredità emotiva degli oltre 700 giocatori che nel passato hanno indossato quella maglia. Dietro tutto questo c’era, come al solito, la grande “armata” del popolo rossoblù. Ed è stato scudetto. Quella della squadra di Giazzon non è stata una cavalcata trionfale verso il tricolore. Tutt’altro. E’ stato un percorso accidentato nel quale c’è stato l’avvio a tamburo battente con sette vittorie di fila seguite da un periodo incerto fino alla caduta fragorosa a Viadana con i rossoblù a subire la peggiore sconfitta degli ultimi vent’anni. 

Dopo essere finiti rovinosamente nella polvere dello “Zaffanella” i rossoblù hanno trovato la forza e il carattere per rialzarsi e per rimettere in ordine idee e obiettivi. Lo hanno fatto seguendo il filo conduttore della storia: il rugby secondo Rovigo. Certo le soluzioni tecniche e le scelte tattiche dell’ultimo mese di campionato hanno dato i loro frutti, ma senza la volontà, il sacrificio e la determinazione espressa dai rossoblù nei play off lo scudetto avrebbe preso altre strade. Invece adesso sta viaggiando lungo la via Emilia in direzione del Battaglini.    

Roberto Roversi       

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