PARMA – Missione compiuta, lo scudetto ritorna a casa, a Rovigo. Riesce anche l’operazione aggancio perché vincendo la finale di Parma la FemiCz Rovigo raggiunge il Petrarca e il Benetton Treviso a quota 15 titoli.

Non poteva esserci conclusione migliore per questa stagione durante la quale la società rodigina ha festeggiato i suoi 90 di vita e ad aprile aveva messo in bacheca anche la Coppa Italia. A Rovigo non potevano chiedere di più e di meglio al “Presidentissimo” Francesco Zambelli, da anni saldamente al comando del club rossoblù.
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Alla vigilia i numeri dicevano più Viadana che Rovigo e non era un pronostico del tutto fuori luogo. I mantovani avevano giocato, perdendola, la finale del campionato scorso e avevano vinto la regular season degli ultimi due campionati a conferma di una leadership alla quale, però, mancava il sigillo di un titolo. Buona parte degli esperti, quelli che dissertano di rugby riducendo una partita a un insieme numeri e statistiche da spiegare con raffinata terminologia tecnica, pensa che tradizione e ambiente non segnino punti. Sarà anche vero. Però nessuno si è mai preoccupato di dirlo ai quei “testoni di rovigoti” che ostinatamente, da sempre, sono convinti del contrario.
Così contro il Viadana, come in tanti altri momenti importanti della sua esistenza, la FemiCz Rovigo ha portato in campo la forza di tutti i suoi 90 anni di storia, l’esempio delle sue “legends” e l’eredità emotiva degli oltre 700 giocatori che nel passato hanno indossato quella maglia. Dietro tutto questo c’era, come al solito, la grande “armata” del popolo rossoblù. Ed è stato scudetto. Quella della squadra di Giazzon non è stata una cavalcata trionfale verso il tricolore. Tutt’altro. E’ stato un percorso accidentato nel quale c’è stato l’avvio a tamburo battente con sette vittorie di fila seguite da un periodo incerto fino alla caduta fragorosa a Viadana con i rossoblù a subire la peggiore sconfitta degli ultimi vent’anni.
Dopo essere finiti rovinosamente nella polvere dello “Zaffanella” i rossoblù hanno trovato la forza e il carattere per rialzarsi e per rimettere in ordine idee e obiettivi. Lo hanno fatto seguendo il filo conduttore della storia: il rugby secondo Rovigo. Certo le soluzioni tecniche e le scelte tattiche dell’ultimo mese di campionato hanno dato i loro frutti, ma senza la volontà, il sacrificio e la determinazione espressa dai rossoblù nei play off lo scudetto avrebbe preso altre strade. Invece adesso sta viaggiando lungo la via Emilia in direzione del Battaglini.
Roberto Roversi














