MELARA (Rovigo) – Un tributo solenne ad Amos Bernini, figura centrale della storia polesana e protagonista del Risorgimento italiano.
La sindaca Anna Marchesini informa che il Comune di Melara intende rendere omaggio ad Amos Bernini nell’ambito della Settimana dedicata al 40° anniversario della ricostituzione dell’Università Popolare Polesana, in programma dal 13 aprile al 3 giugno.

L’appuntamento è fissato per giovedì 16 aprile alle ore 10, presso il municipio, dove si terrà un incontro istituzionale con l’amministrazione civica per ricordare lo storico sindaco melarese del 1870.
Dopo l’annessione del Veneto all’Italia nel 1866, l’anno successivo fu insediato a Melara il primo consiglio comunale che elesse sindaco Giuseppe Sani. Nel 1870 gli succedette proprio Amos Bernini, destinato a lasciare un segno profondo nella storia locale e nazionale.


Amos Bernini: uomo grande
A Melara, a Rovigo, a Roma con Garibaldi
Nato a Melara l’11 marzo 1842, allora sotto dominio asburgico, da una povera famiglia contadina, Amos Bernini si distinse fin da giovane per le sue straordinarie capacità. Studiò a Verona, conseguendo il diploma magistrale, e proseguì gli studi in giurisprudenza a Padova, da cui fu espulso dalla polizia austriaca per attività cospirative.
Si trasferì quindi a Pieve di Cento, nello Stato Pontificio (oggi nella città metropolitana di Bologna), dove insegnò alla scuola tecnica, diventandone direttore, mentre completava gli studi a Bologna. Laureatosi nel 1863, esercitò la professione di avvocato a Ferrara e divenne giornalista nelle file del Partito d’Azione, distinguendosi per i suoi attacchi contro Napoleone III durante la questione romana.
Le sue posizioni politiche gli costarono l’espulsione dal Regno d’Italia. Si rifugiò in Svizzera, dove conobbe Carlo Cattaneo e Giuseppe Mazzini.
Repubblicano convinto e fervente garibaldino, combatté nel 1866 nella Terza Guerra d’Indipendenza e nel 1867 fu gravemente ferito a Mentana.
L’impegno amministrativo e politico
Tornato alla vita civile, nel 1870 divenne il secondo sindaco di Melara, dando impulso alle opere pubbliche e all’economia locale.
Dal 1874 al 1889 fu deputato nelle file zanardelliane, distinguendosi in numerose commissioni parlamentari. Si oppose alla legge sul macinato e al trasformismo depretisiano, e fu tra i promotori della Bonifica Padana Polesana, istituita con la legge del 16 luglio 1886.
Sposatosi nel 1882 con Maria Zilli, si trasferì a Rovigo, dove divenne presidente della Provincia per un quinquennio. Durante il mandato promosse: il potenziamento dell’istruzione elementare da Melara a Porto Tolle; lo sviluppo delle scuole medie a Rovigo; la diffusione dell’agronomia tramite la cattedra ambulante di agricoltura; la statalizzazione della ferrovia Verona–Rovigo–Adria–Chioggia.
Nel 1889, con la riforma Crispi, divenne il primo sindaco elettivo di Rovigo, carica che mantenne fino alla morte, il 29 novembre 1909, sempre rieletto a larga maggioranza alla guida di una giunta di sinistra composta da radicali, repubblicani e socialisti.
Fu inoltre segretario del Consorzio di Bonifica Padana (oggi Adige Po) e sotto la sua guida vennero bonificati 5.000 ettari di territorio.
Le celebrazioni e la memoria
Già celebrato nel 2009 in occasione del primo centenario della morte, Amos Bernini è oggi ricordato con importanti testimonianze monumentali.
A Melara, la piazza di fronte al municipio porta il suo nome e al centro si erge una grande statua realizzata dal compaesano Policronio Carletti.
A Rovigo, l’istituto tecnico per geometri è intitolato a Bernini e nei giardini di via Umberto I, vicino all’hotel Regina Margherita, si trova una statua memoriale realizzata dallo scultore veronese Armando Zago. L’opera, fusa durante il periodo fascista, fu parzialmente ripristinata nel 1959.
Amministratore probo e competente, autentico protagonista del Risorgimento e della crescita socio-economica del Polesine, Amos Bernini rappresenta ancora oggi un modello di impegno civile e politico.
Per questo, anche nel 2026, Melara si prepara a rendergli omaggio, rinnovando la memoria del suo concittadino più illustre.
Franco Rizzi

















