Una faida tra tunisini e pakistani che il 19 luglio 2025 sconvolse la città di Rovigo. La Procura ha chiesto condanne da 24 a 14 anni, escludendo il reato di rissa e la premeditazione, alla sbarra sono in sette

ROVIGO – Il 19 luglio 2025 un gruppo di pakistani mise in atto una spedizione punitiva per colpire dei tunisini, che qualche giorno prima avevano aggredito un componente dello stesso gruppo. Una reazione spropositata, e purtroppo ci scappò il morto, ed un ferito grave. Allo stadio Battaglini di Rovigo si era appena conclusa la Coppa del Mondo Under 20 di rugby, mentre il Sudafrica festeggiava il successo (LEGGI ARTICOLO), in centro, poco più tardi, all’ombra delle Due Torri, la feroce aggressione. Un inseguimento anche lungo i tavolini di un locale, fino al ferimento mortale.

Una faida tra tunisini e pakistani difficilmente prevedibile, che dopo la complessa indagine della Squadra Mobile della Questura di Rovigo, diretta dal commissario capo Marica Bozzelli, ha portato alla sbarra sette imputati.

Alla base dei contrasti, secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, vi sarebbero state contese per il controllo delle piazze di spaccio in città.

L’accusa più grave è contestata ad Ameer Hamza, 29 anni, avrebbe colpito Amine Gara al torace con il collo di una bottiglia rotta, provocandogli un’emorragia risultata fatale. La Procura della Repubblica, nella sua requisitoria, venerdì 10 luglio in Corte D’Assise, escludendo la premeditazione, ha chiesto la condanna a 24 anni.

Concorso in omicidio e concorso in tentato omicidio per gli altri, escludendo il reato di rissa. Richieste da 18 anni e sei mesi, 15 anni e 9 mesi e 14 anni per chi ha avuto un ruolo marginale. Chiesta l’interdizione dai pubblici uffici per tutti, oltre all’interdizione legale per tutta la durata della pena.

Per concorso nel reato sono imputati M. Q. T. (32) (ovvero il ferito nel primo agguato), S. R. (26), M. S. (28), M. Z. Y.(21), A. A. (30) e T. U. R. (26). A settembre riprenderà il processo, nel frattempo sono stati trasmessi gli atti alla Procura per la falsa testimonianza di alcuni soggetti.

Tre accoltellamenti, un omicidio a bottigliate (LEGGI ARTICOLO), frutto di una vendetta per una precedente aggressione di due giorni prima. (LEGGI ARTICOLO). Per Rovigo fu un periodo nero che fece scattare la zona rossa (LEGGI ARTICOLO). Tre mesi di controlli serrati con il plauso dei cittadini.

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