ROVIGO – Ancora una volta un evento del cinema teatro Duomo di Rovigo mette sotto i riflettori un talento della città: venerdì 20 ottobre, infatti, arriva nella sala rodigina Isabella Sandri, affermata regista con radici a Rovigo e una carriera iniziata negli anni Ottanta nella capitale.
L’ultima opera è il film “Un confine incerto”, thriller incentrato sulla ricerca di una bambina rapita da un uomo alla famiglia di origine. Un film che affronta con grande equilibrio temi delicati e difficili, attraverso la figura femminile dell’agente che indaga, ma soprattutto della piccola protagonista. Il tema è quello della pedopornografia, che l’autrice affronta con coraggio e rigore, ma senza sconfinare mai nel voyeurismo o nel melodramma (il film è vietato ai minori di 14 anni).

Di questo film Sandri è autrice del soggetto e coautrice del soggetto con il sodale di sempre Giuseppe M. Gaudino, oltre che condirettrice della fotografia con Duccio Cimatti. Sarà lei venerdì sera alle 21.00 a raccontare la genesi della sua opera al cinema teatro Duomo, conversando con il giornalista rodigino Ivan Malfatto. A impreziosire l’evento, un’introduzione di Brunella Greco dell’organizzazione Save The Children, che ha collaborato alla realizzazione del film. I biglietti si possono acquistare da giovedì sul sito www.cinemaduomo.it
Isabella Sandri è nata a Rovigo nel 1957. Il suo primo lungometraggio è “Il mondo alla rovescia”, del 1995, ma si fa notare già nel decennio precedente con documentari e cortometraggi. Il suo secondo lungometraggio “Animali che attraversano la strada”, uscito nel 2000, è ambientato nelle periferie di Roma: è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia e in numerosi altri festival.
Una curiosità: l’incontro con Isabella Sandri è stato possibile grazie alla collaborazione tra lo staff di Zico, impresa sociale che dal 2021 gestisce il cinema teatro Duomo, e… gli spettatori. Per la precisione, alcune spettatrici tra le più affezionate, grazie a cui non solo è nata l’idea, ma è stato possibile contattare la regista. Per il cinema rodigino è una conferma del rapporto speciale che si è instaurato con il proprio pubblico, in queste due stagioni di cinema in città.

















