Saranno esposti antichi merletti temporalmente inquadrabili da fine Ottocento alla prima metà del Novecento

ARQUÀ POLESINE (Rovigo) – Il 17 Dicembre 2023, in occasione della manifestazione arquatese “Natale in piazza”, presso le sale del Centro Studi Etnografici “Vittorino Vicentini” sarà visitabile la mostra “Per Diletto – Declinazione al femminile”, una esposizione di antichi merletti e dimore incantate per grandi e piccini. 

Veramente un appuntamento imperdibile.

Saranno esposti antichi merletti temporalmente inquadrabili da fine Ottocento alla prima metà del Novecento. La sezione principale è dedicata al Filet. 

La rete filet era originariamente opera maschile, i pescatori confezionavano e rammendavano quotidianamente le reti per la pesca. La lavorazione della rete come arte femminile è molto antica, documentabile dal II-III secolo d.C., ma solo nei primi del Cinquecento iniziò la sua diffusione con i punti di riempitura.

Nel Novecento troviamo il filet, diffuso in tutta Europa, anche a Venezia e precisamente a Chioggia. In questa isola venne aperta una scuola da Michelangelo Jesurum a partire dal 1904, “La scuola delle reti ricamate”, presso l’Istituto S. Caterina delle suore Canossiane. 

In Arquà era diffusa la produzione di reti a filet destinate a Chioggia per il ricamo. 

In paese la tradizione di produzione di reti per la pesca nella declinazione femminile del filet era motivo di diletto nella realizzazione di complementi di arredamento e di vestiario e al tempo stesso importante fonte di guadagno per le famiglie nella produzione su commissione. 

Sono esposti preziosi antichi esemplari di filet finissimo, come complementi di arredamento e vestiario. Tra questi due rari, con rete a fondo nero e ricamo colore, oro e argento. 

Un accenno anche al crochet, come imitazione.

Nella sezione una sorpresa, una storia: come creare meraviglie nonostante un “accidente” del destino.

La sezione riguardante il Ricamo trova esempi usuali del corredo della sposa “con le cifre”, ma anche capi finissimi come un corredo da battesimo con ricamo su organza, un “collo” da signora ottocentesco e un esempio di piccolo punto, arte che ebbe gran fortuna nelle case patrizie con l’uso di grandi telai per la composizione di arazzi. Infine un oggetto tenerissimo riporta la data 1902: è il saggio di una bambina di 11 anni alla scuola di ricamo del paese.

Ultima sezione “Dimore incantate per grandi e piccini” contempla un’arte miniaturistica antesignana delle odierne “Case delle Barbie”. Gli uomini allestivano campi di battaglia con soldatini, trincee e cannoni, le donne allestivano piccole case ma sontuose e ricche di specchi, sale da ballo e salotti per la gioia delle più piccine. 

Il tutto inquadrato con accenni di oggetti d’epoca, di ambiente e ferri del mestiere. Non da ultimi, i ventagli, brisé in legno e nastri dipinto, di piume di struzzo con bastoncini in guscio di tartaruga. 

Accoglie il visitatore una simbolica dama in un candido abito a ricamo, di fattura ottocentesca.

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