ADRIA (Rovigo) – Una seduta consiliare conclusa tra tensioni, accuse reciproche e l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni. È quanto accaduto lunedì sera durante il Consiglio comunale di Adria, dove il consigliere Enrico Bonato, capogruppo della lista Impegno per il Bene Comune (IBC), è stato espulso dall’aula dal presidente del Consiglio comunale Fortunato Sandri nel corso della discussione sulle modifiche al regolamento consiliare.
Secondo quanto ricostruito dai gruppi di opposizione, l’episodio sarebbe maturato poco prima delle dichiarazioni di voto. Bonato avrebbe contestato la conduzione della seduta da parte del presidente Sandri, arrivando a paragonarlo all’ex arbitro Byron Moreno, figura rimasta nell’immaginario collettivo italiano per la controversa direzione arbitrale della partita Italia-Corea del Sud ai Mondiali del 2002, i falli inesistenti che fischiava ed il numero smodato di cartellini che estraeva dal taschino, definito “scandaloso” dai maggiori media internazionali.
Da quel momento la tensione sarebbe rapidamente salita fino al provvedimento di espulsione disposto dal presidente dell’assemblea. Una decisione che il Partito Democratico di Adria e la lista Cavallari 2.0 definiscono «gravissima», tanto da decidere di lasciare l’aula in segno di solidarietà nei confronti del consigliere di IBC.
In una nota diffusa il giorno successivo, il PD parla di «squallido epilogo» della seduta e accusa Sandri di aver impedito a Bonato di svolgere il proprio ruolo istituzionale, sostenendo che il consigliere sia stato allontanato «senza motivazione e senza possibilità di replica».
I democratici contestano inoltre la gestione complessiva del dibattito sulle modifiche regolamentari, sostenendo che la maggioranza avrebbe limitato il confronto alle proposte ritenute compatibili con gli indirizzi della giunta, respingendo invece gran parte delle osservazioni avanzate dalle opposizioni.
La situazione avrebbe assunto contorni tali da richiedere anche l’intervento dei Carabinieri, chiamati sul posto nel corso della seduta. Nel mirino dell’opposizione finisce anche il segretario comunale Alessandro Martoia, accusato dal PD di non aver svolto adeguatamente il ruolo di garante della legittimità delle procedure adottate durante la discussione.
La vicenda assume inevitabilmente anche una valenza politica. Nella nota il Partito Democratico collega quanto accaduto alle tensioni che da tempo attraversano la maggioranza che sostiene il sindaco Massimo Barbujani, richiamando i recenti cambiamenti negli equilibri del Consiglio comunale e il passaggio di tre consiglieri al movimento Futuro Nazionale. “La neo capogruppo Sandra Passadore, è stata molto benevola verso la Giunta, forse questo preoccupa certi assessori che quando lei parlava apparivano scuri in volto” riferisce il PD sottolineando come, con l’adesione dei consiglieri della Bobosindaco ad un partito nazionale tramonta per sempre ad Adria la possibilità di poter candidare, in continuità all’esperienza Barbujani, alle prossime elezioni amministrative, uno dei fondatori della civica, ovvero il vicesindaco Federico Simoni.
Secondo il PD, l’episodio rappresenterebbe il sintomo di una fase di difficoltà politica per la coalizione di governo cittadina.
Nonostante lo scontro istituzionale, le opposizioni annunciano che torneranno presto all’attacco sul tema delle regole del Consiglio comunale. PD, IBC e gli altri gruppi di minoranza hanno infatti già annunciato l’intenzione di ripresentare le proposte di modifica regolamentare respinte durante la seduta. «Non si tratta di una ritorsione polemica – spiegano i democratici – ma della volontà di difendere l’agibilità democratica del Consiglio comunale».
Ora si attende la replica del presidente Fortunato Sandri e della maggioranza, chiamati a chiarire le ragioni che hanno portato all’espulsione del consigliere Bonato e alla brusca conclusione di una delle sedute più tese degli ultimi anni a Palazzo Tassoni.
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