All’incontro hanno partecipato, presso la sala Saccenti dell’Istituto di Adria (Rovigo), oltre 300 studenti/esse delle classi terze e quarte

ADRIA (Rovigo) – In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, i rappresentanti degli studenti del Polo Tecnico hanno organizzato un incontro in collaborazione con la Cooperativa Sociale Peter Pan Group di Rovigo. La Cooperativa si occupa della progettazione ed erogazione di servizi educativi e socio assistenziali in collaborazione con Ulss, Comuni, e altri soggetti pubblici e privati; sul tema particolare della prevenzione alla violenza di genere, si occupa del servizio Cuav –  Centro Uomini Autori dei Violenza, sulla base di un protocollo sottoscritto con la Questura di Rovigo.

All’incontro hanno partecipato, presso la sala Saccenti dell’Istituto, oltre 300 studenti/esse delle classi terze e quarte.

In apertura la prof.ssa Raffaella Crivellari e Daniele Mascellani, rappresentante degli studenti, hanno letto il messaggio inviato a tutti gli Istituti scolastici di primo e secondo grado dal Ministro Valditara, per sottolineare l’importanza del tema e l’impegno della scuola anche nel “prevedere e realizzare adeguati momenti di riflessione e dialogo. Tali spazi” continua la nota “risultano fondamentali per promuovere una più profonda consapevolezza sui diritti inviolabili delle donne e sull’importanza del rispetto reciproco, anche allo scopo di costruire relazioni fondate sui principi di parità e valorizzazione delle differenze e così favorire una più generale cultura del rispetto”.

Le relatrici Elisa Zoldan, psicoterapeuta e Giulia Biolcati, Educatrice, che si occupano del Cuav, il servizio per gli autori di violenza istituito nel 2017, hanno parlato della loro attività, di come la violenza sia operata, nel 96% dei casi, da persone assolutamente normali, che non presentano patologie mentali. I casi registrati in provincia di Rovigo, come nel resto d’Italia, riguardano per quasi l’80% italiani; quindi, anche la nazionalità e i diversi costumi non sono fattori che possono spiegare o motivare comportamenti violenti.

Si tratta di uomini che non sono in gradi di controllare comportamenti e atteggiamenti violenti e possessivi, autori o potenziali autori di violenza di genere. Il lavoro dei Cuav, partiti nel 2009 e ormai presenti in tutta Italia, è di avviare, con queste persone, maggiorenni, anche all’interno delle carceri, dei percorsi della durata di 18 mesi, con incontri settimanali, al fine di insegnare come prevenire ed evitare azioni violente, portandoli ad assumere comportamenti alternativi, educando alla responsabilità e al rispetto. Non solo verso la donna: va considerato che spesso vittime anche se indirette della violenza sono i figli minorenni.

Il tema dell’incontro “Parliamo di prevenzione alla violenza di genere. Se io non voglio, tu non puoi” è stato poi sviluppato dalle relatrici ponendo alcune studentesse di fronte ad esempi di comportamenti non corretti tra ragazzi, spesso non riconosciuti come tali, in modo da rendere ciascuno più consapevole delle proprie azioni. Ad esempio: ricevere un fiore può far piacere, mentre riceverlo tutti i giorni può diventare una persecuzione; ricevere apprezzamenti da persone che non si conoscono; accettare di uscire con un ragazzo solo perché si teme di dimostrarsi scortesi: può essere visto come una gentilezza ma può essere in realtà una costrizione. Sono situazioni che mettono a disagio, fanno scattare dei campanelli di allarme e ci fanno capire che c’è qualcosa di sbagliato, che non va. 

E’ importante saper leggere correttamente le relazioni e avere una persona adulta fidata, con cui confidarsi: non bisogna avere paura o vergogna. Ci sono poi dei centri e dei numeri a cui rivolgersi, ad esempio l’1522, numero nazionale antiviolenza attivo 24 ore su 24.

Nel corso dell’incontro, a testimonianza dell’interesse degli studenti/esse, sono state raccolte numerose domande, che hanno dato modo di approfondire i temi trattati, ad esempio sul perché a volte le donne prendono le difese del partner violento; sulla difficoltà di ottenere efficace protezione a seguito di denunce; sulle possibilità effettive di recupero di uomini violenti; sul perché la violenza verso le donne è così frequente, mentre è rara la situazione contraria. Un doveroso ringraziamento va alle relatrici per la professionalità, la chiarezza e la sensibilità con cui il tema è stato sviluppato e ha saputo coinvolgere gli studenti.

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