Stop al baratto salute-lavoro. Chi vuole meno regole lo fa per un profitto realizzato sulla salute della collettività.

ROVIGO – L’aveva già affermato con chiarezza Vanni Destro per la Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell’ambiente (LEGGI ARTICOLO) e lo ribadisce con uno slogan semplice: “Per la salute Rovigo dica 23”.

“Viviamo in una delle aree già più inquinate al mondo e per consentire insediamenti produttivi purchessia si vuole deregolamentata la sicurezza di salute e ambiente” afferma il portavoce Destro.

“Difendere ambiente e salute significa difendere i diritti sociali e avere una visione futuribile del lavoro e dell’economia. Chi vuole meno lacci e lacciuoli lo fa per un profitto realizzato sulla pelle della collettività o chi lo sostiene è perlomeno povero di idee. La “logica Ilva” va bloccata: stop al baratto salute-lavoro.

Per evitare che il Comune di Rovigo diventi la “pattumiera” del Veneto, dove collocare le attività altrove indesiderate, l’articolo 23 – che regola le attività insalubri nelle aree dell’Interporto – va mantenuto ed esteso a tutto il territorio comunale” conclude Destro.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Il Movimento 5 Stelle di Rovigo esprime forti perplessità sulla modifica dell’art. 23 del Piano particolareggiato di Interporto (LEGGI ARTICOLO).
“Stiamo seguendo il dibattito cittadino che vede coinvolti i diversi attori, dalle forze politiche locali (LEGGI ARTICOLO), fino alle sigle sindacali che finora hanno espresso parere favorevole alla modifica (LEGGI ARTICOLO).

Si sta aprendo un dialogo strumentale e tendenzioso, secondo cui senza una modifica dell’art 23 non si può verificare uno sviluppo economico. Nulla di più demagogico” affermano i Cinquestelle.

“Le uniche aziende “impossibilitate” ad insediarsi sono quelle insalubri. Lo sviluppo può e deve esserci, soprattutto con il grande traguardo della Zls, ma non può essere “promosso” sulle spalle dei cittadini di Borsea, Santa Apollinare, Fenil del Turco e della vicina Pontecchio.

Il territorio è già interessato dalla presenza della fonderia Draxton, di aziende che lavorano la plastica e da un intenso traffico. Se determinate aziende finora non hanno potuto insediarsi, evidentemente non rispettavano i requisiti di salubrità previsti.

Qualcuno ritiene che non esistano aziende a zero impatto ambientale, esistono però aziende più o meno inquinanti e dannose per i cittadini, quindi perché dovremmo togliere una garanzia per la salute delle persone e l’ambiente?” si chiede il Movimento 5 Stelle di Rovigo.

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