ROVIGO – Con un pacchetto di voti personali di oltre 500 unità Antonio Rossini è il candidato consigliere che nessuno vorrebbe in lista, per la paura di fare brutta figura nel confronto del risultato, ma soprattutto perchè libero dalle logiche di partito ed autonomo nelle votazioni in consiglio comunale.
Rossini ha già dimostrato con i sindaci Massimo Bergamin ed Edoardo Gaffeo che non risponde agli “ordini di scuderia”, ma vota per il bene di Rovigo e dei suoi cittadini.
“La mancata esecutività della delibera per i lavori per la riapertura delle piscine comunali ne è l’esempio (LEGGI ARTICOLO). – ricorda Rossini – Dalla maggioranza dell’ex sindaco Gaffeo e parte della minoranza l’approvazione, ma non ci sono stati i numeri per evitare di perdere 15 giorni per far partire i lavori immediatamente. Lega e Pd erano fuori dall’aula, io sono rimasto dentro ed ho votato l’immediata esecutività perchè bloccare oltre 650 mila euro di lavori urgenti non aveva senso. Mi dicevano: esci, che la piscina chiusa serve in campagna elettorale contro Gaffeo, ma sono rimasto al mio posto ed ho pensato a Rovigo. Perchè ritardare l’apertura a danno dei tanti utenti? Non aveva senso, anche se non ho condiviso la delibera dei lavori, che avrei preferito spezzata in due; lavori e bando di gara, ho votato l’immediata esecutività”.

Antonio Rossini sarà il candidato di Noi moderati (LEGGI ARTICOLO) e del gruppo di Enrico Bellinello con il suo progetto “Rovigo ci Piace” (LEGGI ARTICOLO). Sarà sostenuto da almeno due liste, per lo più civiche, ed assicura di voler svegliare tanti elettori che non vanno a votare perchè non si riconoscono nelle politica dei partiti, assicura di impegnarsi per instillare quel senso di appartenenza e di desiderio di governare la propria città che è alla base del suo impegno civico.
“Siamo al di là di ogni estremismo, siamo moderati, uniti dall’interesse per il bene comune della nostra città, non ci sono divisioni e siamo inclusivi, tanto che nella lista ci saranno persone provenienti da diverse aree, anche l’ex consigliere eletto nella lista Pd Riccardo Bertacin, perchè la mia non è una lista ideologica, ma un collegamento alla cittadinanza a 360 gradi“.

“Dopo 9 anni di impegno concreto, di ascolto, di interpellanze, non ho bisogno di promettere ciò che faremo, ma posso assicurare di continuare a fare ciò che ho sempre fatto: battermi per una buona amministrazione del capoluogo. Quanto ho fatto è scritto nel marmo, la mia coerenza al bene di Rovigo e dei suoi cittadini è prova provata dal mio impegno di consigliere”.
“Ho profondo rispetto per i partiti di centrodestra, la mia area di appartenenza, ma non ho mai preso tessere di partito per uscire dalla logica ideologica del governo di partito. Per amministrare la città l’appartenenza politica non conta” conclude il candidato sindaco Rossini.
Con l’occasione della presentazione pubblica del candidato è stata aperta anche la sede elettorale alla presenza di Adino Rossi, coordinatore provinciale di Noi Moderati e di Massimo Carravieri, vice coordinatore regionale.

“Vedremo chi arriverà al ballottaggio – dichiara Rossi – non credo ci siano candidati capaci di vincere al primo turno e poi vedremo cosa fare. Magari saremo noi a dover vagliare con chi apparentarci, oppure sceglieremo noi con chi apparentarci” dichiara Rossi tra il serio ed il faceto.
“Con Antonio Rossini c’è garanzia di stabilità, ha dato esempio di essere una persona coerente e rispettosa degli accordi. Credo ci siano tutte le possibilità di fare bene. Al momento rimane fuori solo il partito di Italia Viva, di cui sono stato coordinatore in passato. Con il partito non c’è un dialogo ufficiale, ma non escludo ci possano essere dei candidati consiglieri provenienti da quel gruppo così come da altri partiti, persone con cui il dialogo è ancora in corso, rispettoso e soprattutto, sempre, alla pari” conclude Adino Rossi pensando ad una “terza lista” un po’ più politica, come piacerebbe a lui.














