Aviaria in Polesine e la superficialità autorizzativa della Provincia di Rovigo

Ambiente a rischio per il carico di inquinanti prodotti dagli allevamenti intensivi avicoli, ma anche per la salute umana per i focolai di aviaria

ROVIGO – la Provincia di Rovigo ha autorizzato, sentito il Comitato tecnico scientifico, l’amplianento di un allevamento di galline ovaiole a Gavello.

Dura la presa di posizione della Rete dei comitati polesani a difesa dell’ambiente con il portavoce Vanni Destro che afferma: “Mentre l’aviaria si diffonde a macchia d’olio ed il salto di specie dagli uccelli ai mammiferi, visoni e suini e in alcuni casi anche agli esseri umani, è, purtroppo, già una realtà, la Provincia autorizza l’ampliamento richiesto.
Già il pericolo che l’aviaria rappresenti una minaccia pandemica futura in stile Covid-19 è stato più e più volte ribadito dalla comunità scientifica internazionale e pure dai responsabili regionali del settore viene lanciato un avvertimento chiaro sui rischi in prospettiva.

Il Veneto lo scorso anno ha contato 248 focolai di aviaria in allevamenti domestici ed è di gran lunga al primo posto in Italia per numero di casi avendone quattro volte più della Lombardia che è al secondo posto.

In Polesine in cui le zone umide che attraggono i flussi migratori degli uccelli, veicolo di diffusione del virus, vede un numero elevato di allevamenti di polli, ce ne sono 3,4 milioni di capi, e la minaccia di focolai è dietro l’angolo.
Si cominci a ragionare con cautela su nuove autorizzazioni e, magari, ove possibile si rivedano le vecchie”.

Secondo la Rete dei comitati non sarebbe a rischio solo l’ambiente che fatica a sopportare il carico di inquinanti che gli allevamenti di polli producono, ma la stessa salute umana.

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