ADRIA (Rovigo) – Dopo le accuse delle opposizioni e la richiesta di un passo indietro avanzata da Impegno per il Bene Comune nei confronti del presidente del Consiglio comunale Fortunato Sandri (LEGGI ARTICOLO), arriva la replica dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Barbujani, che difende l’operato della Presidenza e respinge ogni contestazione relativa all’espulsione dall’aula del consigliere Enrico Bonato durante la seduta del 15 giugno (LEGGI ARTICOLO).
Secondo l’amministrazione, il tema in discussione presentava «profili di particolare delicatezza e complessità», tanto che il confronto sarebbe stato avviato già nella seduta del 14 maggio, durante la quale il dibattito si sarebbe protratto per oltre due ore e sarebbe stata espressamente manifestata la disponibilità ad accogliere osservazioni ed emendamenti entro il termine del 31 maggio.
Il Comune evidenzia inoltre come, pur non essendo pervenute proposte entro la scadenza fissata, la Presidenza abbia comunque deciso di esaminare successivamente gli emendamenti presentati dalle opposizioni, sottoponendoli prima alla Conferenza dei Capigruppo e successivamente al Consiglio comunale.
Nella ricostruzione dell’amministrazione, parte delle modifiche proposte avrebbe presentato profili di inammissibilità o non sarebbe risultata coerente con le finalità del provvedimento in discussione, rendendo più complesso il tentativo di arrivare a un testo condiviso tra maggioranza e minoranza.
La parte più delicata riguarda però quanto accaduto durante la seduta e che ha portato all’allontanamento del consigliere Enrico Bonato. Secondo il Comune, nonostante i ripetuti richiami alla moderazione e al rispetto delle regole dell’assemblea, alcuni consiglieri sarebbero intervenuti più volte senza attenersi alle modalità previste dal regolamento.
In particolare, la Presidenza sostiene che Bonato avrebbe assunto comportamenti tali da alterare il regolare svolgimento della seduta, battendo ripetutamente i pugni sul tavolo, abbandonando platealmente l’aula e successivamente intervenendo senza autorizzazione.
Inoltre il riferimento al paragone rivolto da Bonato al presidente Sandri con l’ex arbitro internazionale Byron Moreno, è stato valutato come “espressioni come lesive della funzione istituzionale ricoperta dal presidente del Consiglio comunale“. Per questo motivo, dopo i richiami formali e l’ammonimento previsto dal regolamento, Sandri avrebbe disposto l’allontanamento del consigliere «al fine di garantire il regolare svolgimento dei lavori consiliari».
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Barbujani respinge con decisione le accuse di abuso di potere avanzate dalle opposizioni. «Non vi è stato alcun abuso di potere», dichiara il primo cittadino di Adria. «Quando un consigliere turba il regolare svolgimento della seduta con comportamenti che compromettono l’ordine dei lavori e il rispetto delle istituzioni, il presidente ha non solo la facoltà ma anche il dovere di adottare i provvedimenti necessari».
Secondo Barbujani e Sandri, il provvedimento sarebbe stato adottato nel pieno rispetto delle prerogative attribuite alla Presidenza dall’articolo 38 del Testo unico degli enti locali e dal regolamento comunale, con l’unico obiettivo di tutelare il corretto funzionamento dell’assemblea.
Quanto all’abbandono dell’aula da parte di altri consiglieri di opposizione in segno di solidarietà a Bonato, il Comune sottolinea che si è trattato di una libera scelta politica, che non può essere utilizzata come prova di presunti comportamenti arbitrari della Presidenza.
L’auspicio espresso dal sindaco Barbujani e dalla Presidenza del Consiglio è che tutte le forze politiche possano tornare a un clima di confronto costruttivo, collaborazione e reciproco rispetto, mettendo al centro il bene della città e l’interesse della comunità adriese.
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