Ai Giardini delle Due Torri l’incontro promosso da Cgil e associazioni. L’ex leader Pd: “L’immigrazione è un’occasione da sfruttare, non da demonizzare”

ROVIGO – “Abbiamo bisogno di smettere di guardare all’immigrazione come a un problema e iniziare a considerarla una materia prima che il mondo ci chiede di saper utilizzare”.

È uno dei passaggi centrali dell’intervento di Pier Luigi Bersani, ieri sera a Rovigo ai Giardini delle Due Torri, dove l’ex segretario nazionale del Pd ha partecipato all’incontro pubblico dal titolo “Fuga dal Polesine, politiche giovanili, territorio e opportunità”.

Davanti a un pubblico numeroso, Bersani ha affrontato i temi del lavoro, dello spopolamento giovanile e delle trasformazioni sociali ed economiche che interessano anche il Polesine.

«Noi abbiamo sempre fatto questo. Senza avere l’oro, i primi in oreficeria, senza avere la lana i primi nel tessile, senza avere il ferro i primi nella meccanica. Allora qual è la nostra materia prima che ci ha fatto reggere mille anni? È la flessibilità mentale, è il gusto, è l’affezione al saper fare le cose dei lavoratori e degli imprenditori», ha affermato Bersani nel corso dell’incontro.

L’ex ministro ha quindi invitato a non cedere a letture ideologiche del fenomeno migratorio.

«L’immigrazione è un’occasione da sfruttare invece che un fenomeno da demonizzare», ha sostenuto, criticando quella che ha definito una “pedana allestita sul prato” contro chi cerca integrazione e opportunità.

La serata è stata organizzata da Cgil insieme a diverse realtà associative e civiche del territorio. Presenti, tra gli altri, Elena Rossi, Luca Cherubin (Gp2), Ash Papiuzzi della Rete Studenti Medi, Giulia Roncagalli (Cgil), Giacomo Baratella (Anpi), Arianna Spiazzi (Coop Porto Alegre) e Filippo Tombini (Voci per la libertà).

L’incontro si è trasformato in un confronto aperto sulle prospettive del territorio polesano, tra fuga dei giovani, necessità di creare opportunità occupazionali e capacità di attrarre nuove energie sociali ed economiche.

Politica, lavoro e inclusione, insomma. Le tre cose che in Italia riescono sempre a essere contemporaneamente urgenti, divisive e affrontate all’ultimo minuto.

One Comment
  1. uno dei fautorri dell’euro…..assieme a chi?? da napuilitano,a amato,monti passando per prodi.i risultati?? dire devastanti è un eufenismo!!

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