ROVIGO – Uno striscione che non lascia spazio alla immaginazione, appeso lungo l’oggetto di accordo compensativo tra il Comune di Rovigo e la ditta proponente l’impianto industriale in frazione per la produzione di biometano, ovvero ponte dei Munari, sopra il quale passeranno un migliaio di camion per alimentare le 70.000 tonnellate annue in entrata necessarie all’azienda, e tutti i prodotti in uscita.
“In consiglio comunale si è persa un’importante occasione per dimostrare vicinanza ai cittadini di Sarzano e Mardimago (LEGGI ARTICOLO)” dichiarano con delusione dal Comitato di Sarzano (LEGGI ARTICOLO) contro il progetto di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano da scarti, reflui e rifiuti della filiera agroalimentare (LEGGI ARTICOLO) tra cui i cosiddetti letamai (“lodamari” in dialetto).
“La mozione presentata avrebbe offerto l’opportunità di inviare un chiaro segnale di solidarietà verso i residenti, preoccupati per le conseguenze dell’installazione di un impianto di biometano, imposto dall’alto senza un adeguato coinvolgimento della comunità. Purtroppo, questa occasione è stata respinta, lasciando spazio a un crescente disappunto tra i cittadini che si aspettavano un sostegno concreto da parte delle istituzioni”.
Da anni, i residenti di Sarzano e Mardimago convivono con l’inquinamento e i disagi causati da impianti già esistenti, come quello di Boara Polesine, e dalle diverse discariche nelle vicinanze. “La preoccupazione per l’aggravarsi della situazione è forte, con il rischio di compromettere ulteriormente la qualità della vita. In questo contesto, una riflessione seria e un dialogo aperto con la comunità sarebbe stato necessario. La mozione presentata avrebbe potuto offrire una rassicurazione e un atto politico di solidarietà, ma purtroppo non è stata accolta.
Un confronto più aperto con i cittadini avrebbe rappresentato un passo avanti per un’amministrazione davvero vicina alle esigenze della comunità. Le istituzioni devono dimostrare, attraverso azioni concrete, di ascoltare le istanze dei residenti, trasformando le parole di vicinanza in fatti tangibili.
Il Comitato di Sarzano non si batte solo per i residenti di oggi, ma anche per quelli di domani. La nostra è una lotta pacifica ma determinata, perché crediamo che il futuro del nostro territorio dipenda dalle scelte che faremo oggi. Siamo spinti dal desiderio di lasciare un ambiente sano e rispettato alle generazioni future, affinché i nostri figli possano vivere in un territorio che meritano“.
“Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno già deciso di sostenere la nostra causa e a coloro che si uniranno a noi nei prossimi giorni. Il supporto economico che stiamo ricevendo (per sostenere i costi del ricorso al Tar del Veneto) è fondamentale per proseguire con determinazione la nostra battaglia contro l’installazione dell’impianto di biometano. Siamo fermamente convinti che, con il contributo di ognuno, riusciremo a fare la differenza.
A tale scopo, il Comitato di Sarzano ha avviato una campagna di raccolta fondi per sostenere il ricorso contro questa decisione. Ogni contributo, che sia piccolo o grande, rappresenta un segnale di partecipazione e impegno per il futuro della nostra comunità. Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore il benessere del nostro territorio a prendere parte a questa iniziativa. Il nostro Iban è disponibile sulla pagina Facebook “No Biometano Sarzano“.
Continueremo a farci sentire. Perché chi vive e ama questo territorio merita rispetto, ascolto e risposte concrete” concludono dal Comitato di Sarzano ribadendo che “Non siamo contro il progresso, siamo contro la devastazione inutile. Siamo contro la logica del profitto sulla pelle delle persone”.
“Questo è il nostro ponte, quello dei Munari – affermano commentando lo striscione – Quello che al tramonto si specchia nell’acqua calma, quello che ha visto generazioni attraversarlo in bicicletta, a piedi, mano nella mano. Un pezzo di storia, di paesaggio, di vita. Un angolo di bellezza che qualcuno vorrebbe trasformare, stravolgere, deturpare con un impianto di biometano che non porterà nulla di positivo ai cittadini, ma solo rischi, odori, traffico pesante e svalutazione del territorio”.













