Consiglio comunale inconcludente, nessun impegno dell'amministrazione per risolvere i problemi esistenti e quelli che verranno con l'impianto per il biometano
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ROVIGO – Il Comitato di Sarzano interviene sul tema dell’impianto da 70.000 tonnellate già autorizzato dalla Regione del Veneto a Sarzano (LEGGI ARTICOLO), per il quale il Comune di Rovigo ha stretto un accordo per le opere compensative con il proponente. Il sito industriale è finalizzato alla produzione di biometano, incentivato economicamente dal Ministero con fondi Pnrr per 1,7 miliardi di euro (LEGGI ARTICOLO), trattando rifiuti da sottoprodotti e liquami provenienti dalla filiera agroalimentare.

“Non ci si pone in totale contrarietà alla produzione di biometano – affermano dal Comitato di Sarzano – purché questa avvenga in un’ottica di vera economia circolare. Un’azienda agricola che produce i suoi scarti può legittimamente riutilizzarli per la propria economia, ma non riteniamo accettabile che tonnellate di liquami vengano trasportate da fuori provincia o addirittura da fuori regione, come già accaduto in altri casi analoghi” affermano da Sarzano pensando agli esempi riportati dai micro biogas come in Svizzera o in alto Piemonte (LEGGI ARTICOLO).

“Chiediamo agli amministratori di smettere di ignorare i cittadini e di affrontare seriamente le problematiche che abbiamo sollevato. La comunità merita risposte, trasparenza e un coinvolgimento reale nei processi decisionali che riguardano il nostro futuro.

Inoltre, ribadiamo la nostra preoccupazione per la scarsa attenzione dedicata alle reali conseguenze che l’impianto avrà sul territorio.

Impatto sulla viabilità: l’aumento del traffico, non solo dovuto ai mezzi in entrata, ma anche ai mezzi agricoli che trasporteranno migliaia di tonnellate di digestato per lo sversamento nei terreni polesani, non è stato adeguatamente considerato. Questi mezzi percorreranno e, nel tempo, danneggeranno le strade comunali, con costi di ripristino che ricadranno su tutti i cittadini.

Conseguenze per le attività imprenditoriali locali: l’assenza di un confronto serio con chi vive e lavora sul territorio denota una grave mancanza di ascolto da parte delle istituzioni. A confinare con l’impianto vi è inoltre un’azienda agricola il cui proprietario ha investito risorse e impegno per ottenere la DOP Aglio Polesano e ha convertito parte della sua produzione al biologico. Un’installazione di questo tipo rischia di compromettere il valore e la sostenibilità di simili realtà virtuose.

Rischi ambientali: l’inquinamento generato dall’impianto si andrà a sommare a quello già presente. Ricordiamo che Rovigo si colloca al settimo posto tra le città con l’aria più inquinata in Italia e che un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria avrà conseguenze dirette sulla salute pubblica.

Presenza di una garzaia nel confine: in uno dei confini dell’impianto è presente una garzaia (un’area umida in cui nidificano gli aironi e altre specie di uccelli protette), il cui equilibrio potrebbe essere seriamente compromesso dall’installazione dell’impianto. Questo aspetto sembra non interessare nessuno.

Svalutazione immobiliare: la presenza di un impianto di questo tipo comporta un deprezzamento significativo delle abitazioni circostanti, a causa dell’aumento del traffico, del rischio di cattivi odori e del potenziale impatto sulla qualità della vita.

Diritto alla qualità della vita per i residenti: chi ha scelto di vivere in aperta campagna ha il diritto di farlo senza essere esposto a fonti di stress come traffico, odori sgradevoli e inquinamento. Le famiglie che abitano a Cà Matte devono poter continuare a vivere in un ambiente coerente con le loro scelte di vita. La Dott.ssa Fenzi ha giustamente fatto emergere la questione della molestia olfattiva, che può andare a ledere la salute psicofisica di chi deve sopportare tali odori.

Rilevatori targhe: è indispensabile garantire il rispetto del divieto di transito per i mezzi pesanti non autorizzati. Abbiamo qualche dubbio sull’effettivo successo dei rilevatori, che potranno identificare i camion autorizzati, ma di sicuro non potranno nulla nei confronti dei numerosi trattori in uscita diretti allo sversamento del digestato” concludono dal comitato di Sarzano.

Per loro “il Consiglio Comunale dedicato al tema (LEGGI ARTICOLO) è stato caratterizzato da un lungo e inconcludente scambio di accuse tra le due fazioni politiche, che si sono vicendevolmente imputate la mancata comunicazione alla cittadinanza. Nel frattempo, noi cittadini, costretti a prendere permessi dal lavoro per partecipare, siamo stati lasciati in disparte, senza ottenere risposte concrete.

Nonostante il nostro impegno e la nostra presenza, gli amministratori hanno dimostrato più attenzione a rimpallarsi le responsabilità tra giunta e opposizione piuttosto che affrontare concretamente le criticità sollevate dai cittadini” lamentano da Sarzano.

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