CALVISANO (Brescia) – Sei mesi fa è morto Alfredo Gavazzi, fondatore del club bresciano, ed ex presidente della Fir, Sono stati sufficienti per alzare bandiera bianca.
Il sistema Calvisano è crollato, a fine stagione rinuncerà al campionato di Top10 ripartendo dalla Serie B o dalla Serie C.
Nato nel 1970, è già al secondo re-start.
Negli ultimi 11 anni è stato il principale rivale del Rovigo, oltre al Petrarca Padova. Leggendaria la finale dei veleni del 2014 (foto in alto), al San Michele i Bersaglieri persero uno scudetto già vinto, 12 mesi dopo, a campi invertiti, e con un uomo in meno per un’ora, il risultato non cambiò. In panchina dei bresciani Gianluca Guidi, l’attuale tecnico dei bresciani.
Al terzo tentativo la FemiCz Rovigo riuscì a centrare lo scudetto davanti a 6 mila spettatori, ma nel 2017 e nel 2019 il Calvisano di Massimo Brunello si riprese il titolo battendo proprio i rossoblù.
Dieci anni di polemiche roventi, tutto finito. Il campionato perde il Calvisano, gli atleti lo sapevano già prima del match del 5 marzo contro il Rovigo. Ugualmente hanno dato tutto, hanno rischiato di vincere, poi la squadra di Lodi nella ripresa ha fatto un mezzo miracolo.
Quella di Calvisano è un passo indietro per non morire, un campionato di Top10 costa, evidentemente non ci sono più le risorse per sostenerlo adeguatamente. Due scudetti di Superdieci nel 2005 e nel 2008, un campionato di serie A1 (2011), altri 5 scudetti nel massimo campionato italiano nel 2012, 2014, 2015, 2017 e 2019. Nel palmares del Calvisano anche lo scudetto dell’U21 del 2005, U17 nel 2008, una Coppa Italia, due Trofeo Eccellenza, una Coppa Intercontinentale.
Uno stadio da 5 mila posti in un paese di 8 mila abitanti, una club house meravigliosa, un campo in sintetico, sede del Mondiale U20 e di altre partite internazionali. Tutto finito, per il momento.
Alcuni giocatori della rosa hanno già trovato una sistemazione per la prossima stagione tra Padova, Colorno e Reggio Emilia. Atleti di valore, anche diversi ex rossoblù.













