Cartelloni 6 per 3 della Lega in stazione a Rovigo: offesa alla civiltà

Per il consigliere regionale Arturo Lorenzoni sono una incitazione all'odio non tollerabile, oltre che un messaggio brutale, da biasimare

ROVIGO – Una foto di una donna che indossa il burqa. Di fianco, la scritta “Cambiamo l’Europa prima che lei cambi noi”. Firmato, Lega Salvini Premier.

Il cartellone di 6 metri è apparso nei giorni scorsi vicino alla stazione dei treni di Rovigo. “Un’offesa all’intelligenza e un’incitazione all’odio non tollerabile”, commenta il consigliere regionale Arturo Lorenzoni.

“È fortemente allusivo, ovvero sottintende che le politiche europee aperte verso le diversità e l’innovazione sono da biasimare, mentre accende intenzionalmente la paura con un messaggio brutale”. “Mettere in discussione il percorso di integrazione europea in maniera becera è il peggio che un politico con delle responsabilità amministrative possa fare”.

Vi sono certamente degli aspetti della politica europea che vanno migliorati; tuttavia, “buttare all’aria decenni di lavoro per costruire prosperità alimentando una paura irrazionale è da irresponsabili”. L’Europa ha dato stabilità (dove sarebbe l’Italia dopo la pandemia senza l’euro?), autorevolezza (cosa conterebbe il nostro Paese nei tavoli mondiali, da solo?), innovazione (quale ricerca si farebbe in Italia senza i fondi europei?), solo per fare degli esempi.

“Non riconoscerlo è meschino – osserva il consigliere regionale – L’isolamento e il sovranismo che propongono rappresentano dei segni di oscurantismo”. Per loro è tutto un “no”. No innovazione nel cibo, con l’immagine tremenda del grillo ingoiato, no alla protezione dell’ambiente, con un trattore libero di sgasare, no all’accettazione dell’immigrazione, con la donna velata, no alle scelte condivise su scala europea, con Von der Leyen minacciosa in divisa.

“Spero che i cittadini se ne rendano conto e puniscano questa linea politica basata sul conflitto e l’esclusione”, conclude Lorenzoni.

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