Palloncini bianchi lanciati in cielo dalla tribuna Quaglio, tutti in piedi per ricordare Chiara Moscardi, un lungo abbraccio con il fratello Matteo prima e dopo la partita della Rugby Rovigo 

ROVIGO – Chiara Moscardi, la ragazza 26enne scomparsa qualche giorno fa in un incidente stradale, faceva parte di questo popolo. Ne faceva parte a pieno titolo per via di quei legami famigliari che spesso si intrecciano con la storia ovale di questa città tanto da diventarne un segno distintivo. Nella genealogia rugbystica di Chiara, oltre al padre Alberto, al fratello Matteo, agli zii sia paterni che materni, tutti giocatori rossoblù, c’è anche il nonno Guido Favaron, il papà di mamma Rosita, che fu dirigente del club negli anni ’70 e ’80, e grande tifoso dei bersaglieri che per anni ha seguito in tutti gli stadi d’Italia. 


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La Rovigo del rugby non poteva che stringersi tutta assieme attorno ai genitori di Chiara e a questa famiglia straziata dal dolore più grande che si possa provare. Quando muore un genitore il figlio lo chiamano orfano, se viene a mancare un coniuge l’altro diventa vedovo. Ma non esiste nessun termine del vocabolario per definire il genitore che perde un figlio. Come fosse un lutto innaturale, non previsto. Più umanamente davanti a questa infinita sofferenza che non troverà mai pace non c’è parola che la possa descrivere. 

Era inevitabile che questa tragedia avesse dei contraccolpi emotivi sulla squadra con i giocatori e lo staff a cercare il modo migliore possibile, semmai ve ne fosse uno, per far sentire al loro compagno Matteo, che ha voluto comunque essere in campo, tutta la loro vicinanza.  

“Ciao Chiara” recitava uno striscione in tribuna Quaglio domenica 22 dicembre nel match contro il Viadana (LEGGI ARTICOLO), dei palloncini bianchi liberati in cielo quando lo speaker ha ricordato l’ex rugbista, i Bersaglieri erano tutti in cerchio in unico grande abbraccio con “capitan futuro” Matteo. In tribuna tutta la famiglia Moscardi e Favaron. Alla fine della partita persa dai Bersaglieri, il pianto liberatorio e l’abbraccio con compagni ed avversari. LEGGI LE PAROLE DI GIAZZON, PAVAN, SIRONI, JANNELLI E ROGER FARIS

Lunedì alle 15 a San Bortolo l’ultimo saluto all’angelo che aiutava gli ultimi. (LEGGI ARTICOLO).

Roberto Roversi

Giorgio Achilli

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