Confcommercio riunisce territorio e forze dell’ordine. La sindaca Cittadin: “Servono sinergie e sostegno ai giovani per invertire la tendenza”

ROVIGO – Sicurezza, legalità, qualità della vita e futuro del commercio di vicinato. Sono stati questi i temi al centro della tavola rotonda “Una provincia di Rovigo accogliente e serena”, ospitata nella mattinata di lunedì 13 aprile dalla Camera di Commercio di Rovigo e promossa da Confcommercio Rovigo, d’intesa con la Prefettura (LEGGI ARTICOLO).

L’iniziativa ha riunito attorno allo stesso tavolo istituzioni, forze dell’ordine, rappresentanti degli enti locali e del mondo economico, nella convinzione che il tema della sicurezza non possa essere affrontato in modo isolato, ma richieda una visione integrata che tenga insieme ordine pubblico, vivibilità dei centri urbani, presidio sociale e tenuta del tessuto commerciale.

Alla tavola rotonda hanno preso parte il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, il Questore Antonino De Santis, i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il vice comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Mauro Filippi, oltre a numerosi amministratori locali e rappresentanti istituzionali. Presenti, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio Venezia Rovigo Massimo Zanon, il presidente provinciale di Confcommercio Stefano Pattaro, la sindaca di Rovigo Valeria Cittadin, l’assessore regionale Valeria Mantovan, il senatore Bartolomeo Amidei, il presidente della Provincia Enrico Ferrarese e diversi sindaci del territorio.

A coordinare i lavori è stato Francesco Antonich, direttore di Confcommercio Unione Venezia Rovigo.

Pattaro: “Le imprese non sono solo economia, ma presidio urbano”

Ad aprire il confronto è stato il presidente di Confcommercio Rovigo, Stefano Pattaro, che ha subito posto l’accento sul valore non soltanto economico, ma anche sociale delle attività commerciali.

“Quando parliamo di sicurezza e qualità della vita, in realtà stiamo parlando di una cosa molto concreta: la possibilità per cittadini e imprenditori di vivere e lavorare serenamente nel proprio territorio”, ha affermato.

Pattaro ha ricordato come le imprese del commercio, del turismo e dei servizi rappresentino un elemento fondamentale di presidio urbano: “Un negozio aperto, una vetrina illuminata, un pubblico esercizio frequentato non rappresentano soltanto un’attività economica: sono un presidio di socialità, di relazione e di sicurezza”.

Da qui la richiesta di riconoscere pienamente il ruolo del commercio di vicinato anche come fattore di equilibrio sociale, soprattutto in una fase in cui la crisi del settore rischia di indebolire la vitalità dei centri cittadini.

Zanon: “Serve un percorso comune tra tutti gli attori del territorio”

Sulla stessa linea il presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio Venezia Rovigo, Massimo Zanon, che ha definito l’appuntamento come l’avvio di un percorso condiviso.

L’obiettivo, ha spiegato, è quello di “fare insieme ai vari stakeholder, alle autorità dei Comuni e alle autorità della sicurezza, un percorso comune”, mettendo in rete risorse, competenze e responsabilità. Una prospettiva che riconosce nel sistema economico locale non solo un soggetto da tutelare, ma anche un interlocutore attivo nella costruzione di un territorio più ordinato, attrattivo e vivibile.

Il Questore: “La legalità è precondizione dello sviluppo”

Il Questore Antonino De Santis ha ricondotto il confronto a un principio essenziale: senza legalità non può esserci sviluppo economico.

“La legalità è una precondizione dello sviluppo e quindi del benessere economico”, ha sottolineato, evidenziando come la sicurezza interessi direttamente anche il mondo del commercio.

De Santis ha poi distinto tra fenomeni di criminalità in senso stretto e fenomeni di degrado urbano, ricordando che entrambi incidono profondamente sul senso di sicurezza dei cittadini e degli operatori economici. Per questo, ha insistito sulla necessità di “fare rete” e di non delegare esclusivamente alle forze dell’ordine la tutela della sicurezza.

A questo proposito, il questore ha indicato nella videosorveglianza uno strumento importante, purché capillare, ben collocato e integrato in un sistema realmente funzionante. Ha inoltre condiviso l’idea che città vive, frequentate, illuminate e con attività aperte siano naturalmente più sicure.

Il Prefetto: “Sicurezza partecipata e integrata”

Molto articolato l’intervento del Prefetto Franca Tancredi, che ha richiamato il lavoro avviato nei mesi scorsi con i protocolli territoriali sulla sicurezza, nati proprio nella logica della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine ed esercenti.

Tancredi ha insistito sul tema della sicurezza partecipata, spiegando che il compito di garantire un contesto ordinato non può ricadere solo sullo Stato in senso stretto, ma deve coinvolgere anche amministrazioni comunali, operatori economici e cittadini.

Tra gli strumenti richiamati figurano i sistemi di videoallarme, il rafforzamento della videosorveglianza, l’adeguata illuminazione degli spazi e l’adozione di codici di condotta all’interno dei pubblici esercizi. Misure che servono non solo a prevenire comportamenti illeciti, ma anche a ridurre quel sentimento di insicurezza che, pur non sempre coincidente con i dati oggettivi, pesa molto nella percezione collettiva.

Il prefetto ha parlato apertamente di un “paradosso della sicurezza”: a fronte di dati non drammatici, permane infatti in molti cittadini una sensazione diffusa di vulnerabilità, che deve essere affrontata con strumenti concreti e con una presenza istituzionale riconoscibile.

Campora: “Le truffe colpiscono sempre più anche imprenditori e professionisti”

Il Comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Edoardo Campora, ha richiamato l’attenzione su un fenomeno in crescita, quello delle truffe, che non riguarda più soltanto le fasce più fragili, ma colpisce in misura crescente anche commercianti, imprenditori e liberi professionisti.

Campora ha spiegato come le truffe moderne facciano leva soprattutto sull’urgenza e sulla componente emotiva, inducendo la vittima a reagire impulsivamente. Per questo la prima forma di tutela resta la prevenzione: fermarsi, verificare, interrompere la pressione del momento.

Un messaggio che si lega direttamente al tema della sicurezza economica delle imprese e alla necessità di alzare il livello di attenzione rispetto ai nuovi rischi, spesso agevolati dalla tecnologia.

Il contributo di 50&Più: sicurezza, informazione e tutela delle persone fragili

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Giancarlo Destro, presidente provinciale di 50&Più, che ha richiamato il valore di tre parole chiave: sicurezza, informazione e legalità.

Destro ha insistito soprattutto sull’importanza dell’informazione come strumento di protezione per i cittadini, in particolare per le persone più fragili, gli anziani, i bambini e le donne. La sicurezza, ha ricordato, non è solo assenza di reato, ma anche possibilità di vivere con serenità la quotidianità e di sentirsi tutelati all’interno della propria comunità.

Cittadin: “Commercio essenziale per città più attrattive e meno degradate”

Tra gli interventi istituzionali più attesi, quello della sindaca di Rovigo Valeria Cittadin, che ha ringraziato Confcommercio per aver promosso un momento di confronto capace di mettere in relazione istituzioni e categorie economiche.

La sindaca ha riconosciuto le difficoltà del commercio di prossimità, ma ha invitato a leggere il quadro con equilibrio, sottolineando che Rovigo non rappresenta il caso peggiore in Veneto e che accanto alle chiusure esistono anche segnali di vitalità.

Cittadin ha ribadito la volontà delle amministrazioni comunali di rafforzare i legami con le associazioni di categoria e di lavorare per rendere le città più attrattive, anche attraverso iniziative culturali, ricreative e di valorizzazione degli spazi urbani.

Ha poi insistito su un punto condiviso da molti relatori: la presenza di attività commerciali rappresenta anche un presidio contro il degrado. Una vetrina aperta, ha osservato, è l’opposto di un luogo abbandonato.

Infine, ha richiamato l’attenzione sui giovani imprenditori, che hanno bisogno di sostegno e di condizioni favorevoli per investire nei centri urbani, anche attraverso un maggiore supporto economico e infrastrutturale.

Mantovan e Amidei: sicurezza, impresa e comunità

L’assessore regionale Valeria Mantovan ha collegato il tema della sicurezza a quello della crescita civica e della formazione, evidenziando l’importanza di coinvolgere anche i giovani in un dialogo stabile tra scuola, impresa e istituzioni.

Il senatore Bartolomeo Amidei, da parte sua, ha sottolineato il ruolo storico e sociale dell’imprenditore e del commerciante come figure che contribuiscono non solo all’economia, ma anche alla costruzione della comunità, della socializzazione e dei valori civici.

Un confronto che tocca il futuro del territorio

La tavola rotonda ha confermato che il tema del commercio di vicinato non può più essere letto come una semplice questione di mercato. La riduzione delle attività commerciali incide sul presidio urbano, sulla percezione di sicurezza, sulla qualità della vita e, in ultima analisi, sull’attrattività complessiva del territorio.

Il messaggio emerso è netto: una provincia “accogliente e serena” non si costruisce solo con il controllo del territorio, ma anche con città vive, servizi presenti, imprese sostenute e istituzioni capaci di lavorare insieme.

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Il confronto promosso da Confcommercio ha così assunto un significato che va oltre il singolo appuntamento: quello di un laboratorio territoriale in cui legalità, economia e coesione sociale vengono finalmente trattate come parti dello stesso problema e, auspicabilmente, della stessa soluzione.

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