Il circolo del Partito democratico di Adria contesta il sindaco dopo la bocciatura della proposta di una commissione di garanzia e controllo sui lavori finanziati con il Pnrr
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ADRIA (Rovigo) – Nuovo scontro politico sui lavori finanziati con i fondi del Pnrr. Il Circolo del Partito Democratico di Adria attacca il sindaco Massimo Barbujani e la maggioranza dopo la mancata costituzione di una commissione consiliare di garanzia e controllo.

Secondo il Pd, la commissione era stata proposta proprio per fare chiarezza sull’utilizzo dei fondi Pnrr e sulle criticità che, negli ultimi mesi, sindaco e vicesindaco avrebbero più volte attribuito alla precedente amministrazione.

I democratici citano, tra gli interventi finiti al centro delle polemiche, quelli di corso Garibaldi, Borgo XXV Luglio e del nuovo asilo nido di via Bettola. Nel documento il Pd torna anche sulla vicenda della legionella riscontrata nella struttura di via Bettola, sostenendo che la questione sarebbe stata sottovalutata dagli organi comunali.

Il punto più duro della critica riguarda però quanto accaduto durante la discussione in Consiglio comunale.

Secondo la ricostruzione del Partito Democratico, Barbujani avrebbe nuovamente criticato la precedente amministrazione e i professionisti coinvolti nella progettazione e direzione dei lavori, ma avrebbe poi lasciato l’aula prima della votazione sulla commissione. I consiglieri di maggioranza avrebbero quindi votato contro la sua istituzione. «Non si possono denigrare le persone, anche sul piano professionale, e negare loro la possibilità della difesa», sostiene il Pd, secondo cui sarebbe stato necessario un confronto sugli atti e sui fatti attraverso uno strumento consiliare di verifica.

La polemica si allarga infine al funzionamento del Consiglio comunale. I democratici criticano anche la modifica del regolamento che, a loro dire, avrebbe dimezzato i tempi di intervento dei consiglieri di minoranza. Per il Circolo Pd si tratta della conferma di una maggioranza «refrattaria ad ogni confronto autentico» e di una gestione politica che, secondo l’opposizione, evita di approfondire proprio quelle criticità sui lavori Pnrr più volte denunciate pubblicamente.

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