ROVIGO – Il Veneto rimane al secondo posto in Italia per consumo di suolo dopo la Lombardia.
Solo nell’ultimo anno sono stati consumati 1026 ettari e ne sono stati ripristinati soltanto 287.
739 ettari di differenza negativa che si aggiungono a quelli consumati negli anni precedenti.
L’11,9% del territorio regionale, molto al di sopra della media nazionale.
E a dirlo non è una persona qualunque, ma Alessandro Gerotto, presidente di Ance veneto, l’associazione dei costruttori edili.
“Il Veneto continua nel consumo di suolo senza criterio e poi ci si lamenta se pesano sempre più il dissesto idrogeologico e gli effetti dei cambiamenti climatici.
Altro che nutrie che danneggiano gli argini dei canali” dichiara Vanni Destro, attivista e portavoce della Rete dei Comitati polesani a difesa di ambiente e salute.
“Adesso in Polesine si insiste sulla ZLS che, purtroppo, calerà altro cemento senza rispetto per il territorio e senza alcuna reale utilità. Si sprecheranno denari pubblici e si creerà ulteriore causa di dissesto” commenta Destro.
“Abbiamo già scatoloni di cemento vuoti in giro per la nostra provincia che dovrebbero dirci che la via da seguire per l’economia locale non è quella.
Come per i grandi impianti per la produzione di biometano o i megacampi fotovoltaici a terra le finalità legate ad un’idea positiva di sviluppo vengono distorte ed indirizzate verso la finanziarizzazione che avvantaggia pochi e danneggia tutti gli altri dal ponto di vista ambientale, sanitario ed economico.
Il cambiamento è necessario – conclude Vanni Destro – nel comune interesse”.

















