Da Badia Polesine Luca De Carlo (FdI) assicura il No dell’Italia alla carne sintetica

Dall'Abbazia della Vangadizza la certezza di Fratelli d'Italia con i senatori Bartolomeo Amidei e Luca De Carlo per il divieto alla commercializzazione del nuovo cibo prodotto in laboratorio. Il convegno con Coldiretti moderato da Ivo Baccaglini

BADIA POLESINE (Rovigo) – “Non ci sono sufficienti evidenze scientifiche in materia di sicurezza alimentare e non c’è alcuna volontà politica di assecondare le lobbies dei produttori industriali, danneggiando invece i coltivatori, per cedere a qualsiasi proposta di commercializzazione sul territorio italiano di carni da laboratorio” così il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, che è anche presidente della commissione Agricoltura, al convegno di Badia Polesine (LEGGI ARTICOLO) che ha riempito la sala Soffianti dell’Abbazia della Vangadizza.

Il convegno organizzato da Fratelli d’Italia ha visto la partecipazione di Coldiretti e di una nutrita schiera di amministratori, dai sindaci dei Comuni di Porto Viro, Lusia, Lendinara, Giacciano con Baruchella, ma anche rappresentanti dei Consorzi di bonifica, ed una rappresentanza di Coldiretti capeggiata dal presidente Carlo Salvan. In sala anche politici di oggi e di ieri come il pluri parlamentare ed ex sottosegretario di stato Luca Bellotti, ed imprenditori locali.
L’occasione ha visto la partecipazione del senatore polesano Bartolomeo Amidei, impegnato da tempo contro l’applicazione della etichetta comunitaria denominata Nutriscore agli alimenti, il coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni Alberto Patergnani, il componente della costituente di Fratelli d’Italia Ivo Baccaglini, attualmente consigliere comunale a Badia e primo firmatario della delibera a “Sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il cibo sintetico” che ha trovato condivisione in maggioranza ed anche in parte della minoranza, che ha impegnato il Comune di Badia Polesine contro il cibo sintetico (LEGGI ARTICOLO). Presente e solidale alla causa anche il sindaco Giovanni Rossi, al tavolo dei relatori, mentre in platea gli altri componenti del gruppo comunale di FdI con Morena Galletto e l’assessore Valeria Targa insieme al presidente di circolo Enrico Pasello.

Introduzione al tema di stringente attualità su Il Nuovo Cibo affidata al moderatore dell’incontro Ivo Baccaglini che ha ricordato come la posizione della associazione Coldiretti abbia interessato il Governo tanto che alla raccolta firme ha aderito anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Affrontiamo una questione interdisciplinare, da una parte la sicurezza dei nuovi prodotti, i rischi per la salute, gli aspetti economici in enorme crescita per la nuova industria alimentare, le questioni etiche sulla richiesta di divieto alla produzione, commercializzazione, di questi nuovi prodotti, la questione della sostenibilità di un processo, quello agricolo, che è legato a tradizioni pluridecennale e che forse è cambiato poco rispetto alla velocità dell’innovazione in tanti altri settori” ha affermato Baccaglini ricordando come da inizio settimana le larve del verme della farina minore (Alphitobus diaperinus) congelate, in pasta, essiccate e in polvere potranno essere commercializzate in Ue come nuovo alimento sulla base del regolamento della Commissione europea che ha autorizzato la società Ynsect NL B.V. a immettere nel mercato europeo queste larve nell’ambito della normativa comunitaria sui novel food.

Il loro utilizzo è permesso in una serie di alimenti come pane, panini, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei prodotti a base di pasta, pizza o cioccolato ma anche nei preparati a base di carne, di prodotti sostitutivi della carne e nelle minestre. Una novità che fa seguito al via via libera anche al grillo domestico (Acheta domesticus), alla larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e alle cavallette (Locusta migratoria) per uso alimentare umano, ed altre domande sono in lista di attesa.

Pronta la sottolineatura di Amidei con un intervento politico impostato sull’impegno di Fratelli d’Italia per l’agricoltura, la difesa del Made in Italy e dell’agroalimentare, nonché sulla volontà di affermare la sovranità alimentare del Paese. Duro attacco al Nutriscore visto come uno strumento che vuole mettere in ginocchio il sistema Paese per quanto riguarda l’agroalimentare a vantaggio di altri produttori comunitari che mal digeriscono come i prodotti agricoli italiani generino un export superiore ai 40 miliardi di euro annui.

Il presidente di Coldiretti Salvan si è concentrato sul tema del Valore per il Paese che deriva dall’agricoltura e dall’agroalimentare senza dimenticare quel turismo di visitazione ad agriturismi, cantine, frantoi, che caratterizza la è cultura alimentare italiana.

No alla uniformità, alla omologazione che viene dal cibo sintetico – ha ribadito Salvan – No ai bioreattori che andranno a standardizzare formaggi, carne ed anche il pesce, Si alla biodiversità.

Se togliamo lavoro al mondo agricolo si perdono aziende, si perde controllo del territorio, si crea un danno ambientale, si perde un protagonista della sicurezza del territorio che non lavoro solo per se, ma per tutta la comunità. Ci rimettiamo tutti quanti”.

“Tutelare le nostre produzioni significa tutelare la nostra storia, la nostra tradizione” ha concluso Salvan.

L’intervento del senatore Luca De Carlo ha catalizzato la sala: “in città vive il 70% della popolazione mondiale, dobbiamo spiegare quindi alla maggioranza del pianeta che bisogna uscire dal concetto di agricoltura afflitto dalla ‘sindrome di Heidi’ con la casetta tra i monti e le caprette. Gli agricoltori non sono giardinieri, producono il cibo” ha stigmatizzato De Carlo.
“Si deve uscire dall’idea del ragazzo di campagna del film con Renato Pozzetto, ma entrare in quella del concetto di agricoltore imprenditore agricolo che lavora, produce di più e meglio, e rischia del proprio.

Voler bene all’ambiente significa non metterlo in contrasto alla agricoltura. L’agricoltura non consuma il suolo. Dobbiamo produrre di più, ma tutelando l’ambiente grazie alla ricerca per migliorare i sistemi di irrigazione e di fertilizzazione”.

“Sovranità alimentare non è autarchia, significa lavorare per garantire a tutti un cibo dignitoso” ha sottolineato De Carlo.

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Secondo il presidente della commissione Agricoltura, senza alcun spirito complottasti, ma dall’esperienza maturata attraverso colloqui con aziende ed altri politici europei, dietro alla idea della carne sintetica c’è il disegno industriale che le proteine animali devono essere sostituiti da altri tipi, come quelle che derivano dagli insetti.
“Il trend del nuovo cibo da contrastare è solo una visione di mercato lobbista per sostituirsi alla produzione agricola dell’Italia.

Tutti in Europa difendono i propri prodotti. C’è un asse di cultura alimentare che vede Italia, Francia, Spagna, Germania, contrapposto all’asse dei Paesi del nord che producono poco e preferisco investire in laboratori e industria” ha affermato De Carlo.

“C’è un ministro che ci crede, Francesco Lollobrigida, numero due di Fratelli d’Italia, ci sono i soldi, meno del previsto per via dei 21 miliardi destinati al contrasto al caro energia, ma ci sono tutti i segnali politici.
Intendiamo recuperare 400 milioni di euro per il contenimento della fauna selvatica che producono danni, 200 solo per i cinghiali, ma anche altri grandi ungulati e poi ci sono piccioni, gabbiani, nutrie etc. Il lupo merita un discorso a parte perché è una specie protetta, non va catturato o abbattuto, ma va gestito con tutte le specifiche del caso perché, volenti o nolenti, l’uomo è l’animale chiamato alla gestione dell’ambiente”.

Dissacrante la conclusione di De Carlo sui grilli impiegati nella farina: “Il grillo ha già fatto abbastanza danni in Italia, non insistiamo”.

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