Fratelli d’Italia si interroga sul futuro del settore primario

A Badia Polesine i senatori Luca De Carlo e Bartolomeo Amidei a convegno con Ivo Baccaglini, il presidente di Coldiretti Carlo Salvan ed il sindaco Giovanni Rossi

BADIA POLESINE (Rovigo) – Fratelli d’Italia chiama a raccolta gli agricoltori del territorio per discutere del futuro del settore primario. Da una parte la tradizione, dall’altra l’innovazione che potrebbe essere portata dall’industria del cibo sintetico, ma non a Badia Polesine.

Il convegno di venerdì 27 gennaio si terrà dalle ore 18:00 in Sala Soffiantini dell’Abbazia della Vangadizza a Badia Polesine.

Interverranno il coordinatore regionale di FdI Luca De Carlo, il provinciale Alberto Patergnani, il senatore polesano Bartolomeo Amidei, coordinati da Ivo Baccaglini, consigliere comunale e componente eletto dell’Assemblea nazionale del partito di Giorgia Meloni, primo firmatario della delibera che ha impegnato il Comune di Badia Polesine contro il cibo sintetico (LEGGI ARTICOLO).

Il senatore Luca De Carlo è stato l’estensore della proposta di delibera voluta dal ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

E’ previsto anche l’intervento del presidente provinciale di Coldiretti Carlo Salvan in rappresentanza dell’associazione che chiede il divieto alla produzione, all’uso ed alla commercializzazione di alimenti sintetici in Italia (LEGGI ARTICOLO).

Anche il sindaco Giovanni Rossi è stato invitato a partecipare all’incontro dopo che la delibera avanzata dal gruppo consiliare di FdI è stata votata dal consiglio comunale che si è formalmente impegnato contro il cibo sintetico.

Il mercato della carne prodotta in laboratorio, di latte non munto da una mucca, di farine di insetti è un business stimato da 700 miliardi di dollari con tasso di crescita medio annuo del 7%. L’Ue promuove queste scelte ed attualmente il mercato italiano di cibo sintetico riguardano gli integratori. Nel 2020 hanno toccato i 3,8 miliardi di euro, gli alimenti per l’infanzia rappresentano un mercato da 0,3 miliardi di euro, mentre la nutrizione specializzata in senso stretto vale ulteriori 0,7 miliardi. Sempre nel nostro Paese l’insieme dei prodotti “senza” vale altri 6,9 miliardi di euro: i più richiesti sono gli alimenti per celiaci, seguono le referenze senza conservanti, quelle senza olio di palma e quelli senza lattosio.

Una frontiera a parte riguarda la cosiddetta carne sintetica, che non proviene cioè dalla macellazione di animali vivi, ma è prodotta in laboratorio a partire da serie di cellule animali coltivate e alimentate con sieri di origine animale o vegetale.

Per l’Europa, al di là delle questioni etiche, lo sviluppo della carne sintetica consentirebbe di centrare una serie di obiettivi ambientali in termini di riduzione dello sfruttamento della terra (95% in meno rispetto all’allevamento), di abbattimento delle emissioni di gas serra (fino all’87% in meno) e di risparmio d’acqua.
Anche le farine di insetti sono un alimento sui cui gli investitori mondiali si stanno già misurando: si stima che nel 2023 l’industria mondiale degli insetti raggiungerà un valore di circa un miliardo di dollari, per poi arrivare a 4,6 miliardi di dollari nel 2027, con un tasso di crescita medio annuo del 44%.

Nei Paesi occidentali sono ormai operative circa 400 imprese di allevamento e commercializzazione di insetti, essenzialmente grilli e tarme della farina.

Ultime notizie