ROVIGO – “Uno, dieci o trenta, abbiamo perso perchè siamo arrivati ad un punto, abbiamo preso due mete nel primo tempo nel giro di pochi minuti, forse potevamo essere più presenti in mischia chiusa”.
Sconsolato guardava la tribuna Lanzoni coach Umberto Casellato, a Rovigo ha vinto uno scudetto ed una Coppa Italia, un tecnico che ha lasciato il segno. A Colorno ha raggiunto già i playoff in due anni, e l’anno prossimo tenterà il colpo grosso con una campagna acquisti ancora più poderosa.
“Lo dico dall’inizio, anche da quando c’era l’altro allenatore (ironizza riferendosi ad Allister Coetzee, che ha preso il suo posto nell’estate del 2021, ndr), quando il Rovigo ha puntato su Lodi ho detto che aveva fatto un salto di qualità, lo conosco”.
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“Mi sento di dire – continua Casellato – che se siamo arrivati a contendere di un punto la finale al Rovigo lo dobbiamo al nostro staff, ogni giorno impariamo cose nuove l’uno dall’altro, all’inizio ci sono stati dei problemi, però penso che se il Colorno in due anni è arrivato qui, il merito va ad un presidente lungimirante e ad una programmazione. Ci ha dato tutto quello che abbiamo chiesto, nel limite del possibile”.
Per la finale Casellato tiferà rossoblù, non lo dice, ma è sottinteso, “Al Petrarca è l’unica squadra a cui ho detto di no quando mi hanno cercato, vedete voi. Mi auguro che sarà una bella finale, anche noi oggi abbiamo portato un po’ di tifosi, ci danno la forza di ripartire il prossimo anno”.
Alla coppia di ex tecnici rossoblù non è riuscito il “trappolone”, i biancorossi avevano preparato la partita in maniera speculare all’andata, non si sono mai arresi, anche quando l’inerzia della partita pendeva verso i rossoblù. “Siamo orgogliosi di quello che i ragazzi sono riusciti a fare in queste due semifinali – commenta Pippo Frati – a detta di tutti dovevano finire con una facile qualificazione del Rovigo, invece siamo riusciti a rendere più incerta fino all’ultimo secondo. Complimenti ai miei ragazzi, non solo per come hanno giocato, ma soprattuto per come si sono preparati a questi playoff. Eravamo sfavoriti, usciamo a testa alta contro una corazzata come il Rovigo, e si deve guardare il bicchiere mezzo pieno. Guardiamo alla prossima stagione con grande ottimismo. Voglio ringraziare soprattutto chi non ha avuto il privilegio e la fortuna, e il merito anche, di giocare magari tutte e due le partite di semifinale, alla fine sono stati giocatori forse più importanti per arrivare così pronti a queste partite, perchè più dei titolari hanno dovuto studiare e prepararsi per arrivare pronti alla sfida con il Rovigo. Il mio pensiero va a loro, faccio un grande in bocca al lupo a Rovigo che ha disputato una grandissima regular season, una stagione da protagonista”.

















