ROVIGO – Una manifestazione silenziosa davanti all’Istituto penale per i minorenni di via Mazzini per chiedere chiarimenti sui ripetuti episodi di tensione registrati negli ultimi giorni all’interno della struttura (LEGGI ARTICOLO). È l’iniziativa annunciata da Futuro Nazionale, illustrata in conferenza stampa dal consigliere comunale Aniello Piscopo e dal referente del Comitato 805 Rovigo, Ciro D’Orsi.
L’appuntamento è fissato per il 2 luglio, quando il movimento organizzerà un sit-in che, spiegano i promotori, avrà carattere esclusivamente pacifico. «Abbiamo scelto una protesta silenziosa – spiega Piscopo – perché non vogliamo che venga strumentalizzata da nessuno e soprattutto perché non vogliamo alimentare ulteriormente la tensione all’interno del carcere. Urlare slogan potrebbe essere interpretato come una provocazione. Vogliamo invece lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni».
Secondo Futuro Nazionale il problema riguarda soprattutto il crescente disagio percepito dai residenti del centro storico. «Non è tanto il timore di un’evasione – afferma Piscopo – quanto il fatto che ormai, quasi quotidianamente, in occasione delle proteste interne o degli incendi di materassi, vengono chiuse via Mazzini, via Verdi e le strade circostanti. Questo crea un clima di tensione e preoccupazione che coinvolge non solo i residenti della zona, ma un’ampia parte della città».
Il consigliere sottolinea come gli episodi non siano un’esclusiva di Rovigo, ricordando che situazioni analoghe si verificavano anche quando l’istituto aveva sede a Treviso. Tuttavia ritiene che la frequenza degli ultimi eventi imponga una riflessione. «Non possiamo sottovalutare quanto sta accadendo. Va bene che il Dipartimento svolga il proprio lavoro, ma noi, come forza politica presente sul territorio, abbiamo il dovere di capire cosa stia succedendo».
Sulla stessa linea Ciro D’Orsi, che pone l’accento sulla necessità di individuare le cause delle continue proteste. «Vogliamo capire da dove nascano questi momenti di tensione, gli incendi dei materassi e le proteste interne. Se stanno diventando sempre più frequenti è giusto chiedersi perché».
Piscopo ritiene necessario rafforzare le misure di controllo e vigilanza. «Se questi episodi si ripetono quasi ogni giorno bisogna aumentare la sorveglianza, soprattutto nei confronti dei soggetti che gli operatori considerano maggiormente a rischio. Occorre comprendere le motivazioni di questi comportamenti e intervenire affinché situazioni del genere si verifichino il meno possibile».
Tra le ipotesi avanzate durante la conferenza stampa vi è anche quella che alcuni giovani detenuti, ormai maggiorenni, possano provocare disordini per ottenere il trasferimento negli istituti per adulti. «Ci domandiamo se qualcuno non persegua proprio questo obiettivo. Sono interrogativi che poniamo senza accusare nessuno, ma che meritano una risposta».
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della presenza di detenuti stranieri. «Vogliamo capire da dove nasce il problema – ha affermato D’Orsi – e se vi siano situazioni particolari che contribuiscono a creare maggiore tensione all’interno dell’istituto».
Piscopo ha però ribadito che l’obiettivo dell’iniziativa non è alimentare polemiche, bensì ottenere chiarimenti. «Non ci interessa una narrazione che liquidi tutto come normale amministrazione. Nessuno mette in discussione che la legalità sia garantita. Chiediamo però di capire cosa stia succedendo e quali interventi siano previsti».
Futuro Nazionale intende inoltre coinvolgere i residenti del quartiere nella manifestazione del 2 luglio. «Sarà un momento di protesta composto, con alcuni cartelli, per far sapere a chi opera nell’istituto e alle istituzioni che fuori c’è una comunità preoccupata e che chiede attenzione».
Infine, Piscopo è tornato sulle scelte compiute negli anni passati riguardo alla collocazione dell’istituto penale minorile.
«Quando fu realizzato il nuovo carcere per adulti avevamo proposto di utilizzare quella struttura anche per una sezione dedicata ai minori, evitando che l’ex casa circondariale del centro storico fosse destinata a questo utilizzo. Oggi il passato non si può cambiare, ma il presente va affrontato».
Il consigliere ha ricordato che, nella stessa giornata del sit-in, sarà invitato a partecipare anche il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, atteso a Rovigo il 2 luglio per inaugurare la sede provinciale del partito di via Fleming (LEGGI ARTICOLO).
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