Crivellari e Tosini dopo i casi recenti: piano sicurezza, infermieri stabili e limiti ai giovani adulti. “Il Comune non resti fermo”
palmiro franco tosini diego crivellari

ROVIGO – Dopo le interrogazioni parlamentari dei deputati Piergiorgio Cortelazzo (Forza Italia) (LEGGI ARTICOLO) e Nadia Romeo (Partito Democratico) (LEGGI ARTICOLO), anche il gruppo consiliare Pd di Rovigo interviene sulla situazione del carcere minorile, avanzando una serie di proposte operative per affrontare le criticità emerse negli ultimi giorni.

A firmare la presa di posizione sono i consiglieri comunali Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini, che richiamano gli episodi recenti – dalla sommossa con detenuti che si sono rifiutati di rientrare in cella (LEGGI ARTICOLO) al tentato suicidio di un giovane – come segnali che impongono una riflessione immediata.

“Gli eventi che hanno seguito l’inaugurazione della nuova struttura obbligano la politica cittadina a interrogarsi non solo sulle criticità, ma anche sulle possibili soluzioni”, spiegano i consiglieri, evidenziando la crescente preoccupazione tra i cittadini.

Tra i primi nodi sollevati, quello della sicurezza. “È da verificare se l’istituto sia oggi dotato di un piano di sicurezza, che è obbligatorio e dovrebbe essere condiviso con le forze dell’ordine”, sottolineano.

Altro tema centrale riguarda la sanità penitenziaria. Secondo quanto riportato, la struttura sarebbe ancora priva di infermieri assegnati stabilmente, mentre il medico risulterebbe in carico ma non presente in modo continuativo, dovendo arrivare dalla casa circondariale. Anche il personale infermieristico verrebbe infatti reperito da Sarzano, con ricadute sulla stabilità del sistema.

Restano inoltre criticità logistiche, come la caserma per il personale ritenuta insufficiente rispetto ai nuovi arrivi e la mancanza di una mensa dedicata.

Da qui una serie di proposte concrete avanzate dal gruppo Pd: adottare con urgenza un piano di sicurezza, prevedendo anche il possibile coinvolgimento di gruppi specializzati; garantire la presenza stabile di infermieri e dotazioni sanitarie autonome; limitare la presenza di giovani adulti, fissando un tetto massimo; e rafforzare l’affiancamento del personale con figure più esperte.

“Gli interventi indicati rappresentano la risposta che le istituzioni devono dare ai cittadini”, evidenziano Crivellari e Tosini, sottolineando anche la necessità di costruire un percorso che favorisca il recupero e il reinserimento dei giovani detenuti.

Infine, l’appello al Comune di Rovigo: “Non può rimanere inerte, ma deve farsi parte attiva nel sollecitare gli adeguamenti necessari”.

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