Raccogliendo le sollecitazioni delle minoranze e delle associazioni ambientaliste, il sindaco Francesca Zeggio, lunedì 22 giugno 2026, ha convocato una sessione straordinaria tematica aperta al pubblico

LENDINARA (Rovigo) – Nell’area dell’ex zuccherificio, a Lendinara, la natura si è ripresa i suoi spazi creando un ecosistema ricco di alberi, uccelli, insetti impollinatori e altre forme di vita che oggi vi trovano un rifugio. Ora questo patrimonio, secondo gli ambientalisti, è a rischio.

Raccogliendo le sollecitazioni delle minoranze e delle associazioni ambientaliste, il sindaco Francesca Zeggio, lunedì 22 giugno 2026, ha convocato una sessione straordinaria tematica aperta al pubblico. Hanno partecipato il ricercatore Stefano Montanari (fra il pubblico la moglie Antonietta Gatti, scienziata), Eddi Boschetti del WWF, ing. Vito Segantini, Paolo Celin e Vanni Destro. Ciascuno di loro, con accenti diversi, si è speso per la salvaguardia del patrimonio boschivo attuale esaltandone la funzione mitigatrice sul microclima, mentre la consigliera Valentina Travaglini Boldrin ha letto una dichiarazione di Raffaella Passavanti del comitato “Terre nostre”.

Il sindaco richiamando alle normative vigenti sul tema ed a quanto previsto dal piano degli interventi nel punto “D3-1, via Valli”, ha escluso qualsiasi ipotesi d’insediamento di attività insalubri, assicurando che nessuno vuol tagliare il bosco “…anche se un riordino penso che sia corretto

Questo naturalmente agli interlocutori invitati a parlare non basta. Tutti hanno riaffermato la contrarietà all’insediamento di un polo logistico da 39.000 mq in quell’area, che porterebbe centinaia di mezzi pesanti sulle strade cittadine, aumentando i livelli di inquinamento atmosferico e acustico. Una situazione inconcepibile a soli 500 metri in linea d’aria dalla piazza Risorgimento.

Sostanzialmente sono emersi tre punti chiave ed una riflessione politica, così riassumibili.

Il vincolo boschivo

L’area boschiva di circa 8 ettari (formatasi dopo la chiusura dello stabilimento nel 1982) per ora rimarrà tale, solo perché tutelata da un vincolo regionale, ma in qualsiasi momento la Regione potrebbe toglierlo. Nulla è pertanto così sicuro.

Nessun progetto ufficiale:

Come ammesso anche dal consigliere di maggioranza Alberto Viaro, ad oggi non c’è alcun progetto concreto depositato in Comune, per cui ora si ragiona per ipotesi, ma l’Amministrazione comunale di Lendinara ha autorizzato l’insediamento di un nuovo polo logistico preferendolo alla rigenerazione di aree importanti della città. Una scelta che porterà centinaia di mezzi pesanti sulle strade cittadine, aumentando i livelli di inquinamento atmosferico e acustico. Una scelta inaccettabile per le associazioni, per le gravi implicazioni ambientali e paesaggistiche.

Variante urbanistica

Una variante infatti consente al privato che ha acquistato il terreno di costruire un capannone enorme (circa 39 metri di larghezza per 1 km di lunghezza), che in più comprenderà occuperà aree di sosta e di manovra in una zona (quella di via Duode) notoriamente soggetta ad allagamenti e che necessiterà d’interventi idraulici importanti. L’amministrazione rassicura sul fatto che si tratterà di logistica legata a materiali non pericolosi e che vigilerà su questo ma resta la contrarietà degli ambientalisti. 

La riflessione politica 

Durante il Consiglio dal vicesindaco Natale Dallagà è stata ripercorsa la storia dell’area, ricordando che in passato altre amministrazioni avevano concesso cubature persino maggiori, ma questo alle opposizioni è parso un argomento che non può giustificare le scelte attuali e future. La logica amministrativa non può appiattirsi solo sulle compensazioni cioè su poche entrate, sacrificando una importante area verde per pochi interessi economici.

Le associazioni ambientaliste insieme ai movimenti civici sono invece pronte a presentare all’Amministrazione comunale alcuni progetti per la valorizzazione dell’ex Zuccherificio di Lendinara, auspicando un ripensamento da parte della maggioranza comunale.

Se sfortunatamente le anomalie climatiche sembrano non insegnare abbastanza l’importanza del verde sulla mitigazione atmosferiche, – qualcuno ha commentato – ci sono splendide eccezioni, anche limitrofe, che dovrebbero suggerire agli amministratori lendinaresi soluzioni diverse”.

L’appello finale di Moreno Ferrari

Salviamo il bosco di Lendinara”, è l’appello del consigliere Moreno Ferrari che afferma: “Un bosco non può assumere un avvocato. Non può presentare ricorsi, partecipare alle assemblee o far sentire la propria voce. Per questo dobbiamo farlo noi. Crediamo che ogni decisione che riguarda un’area di così grande valore ambientale debba essere valutata con il massimo rigore, nel rispetto dell’interesse collettivo”.

Per questo – spiega Moreno – stiamo affrontando un ricorso legale, ma la tutela dell’ambiente ha un costo che non può essere sostenuto soltanto da pochi volontari. “Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Anche una piccola donazione può contribuire a difendere questo bosco e non perdere una parte del nostro futuro.”

I fondi raccolti saranno gestiti attraverso il conto corrente del WWF e saranno esclusivamente destinati alle spese legate all’azione di tutela del bosco.

Ugo Mariano Brasioli

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