ROVIGO – Due giovani accademici “al lavoro” presso il Consorzio Adige Po: in questi mesi due giovani ricercatori provenienti dall’Università di Padova stanno perfezionando il loro percorso di studio e ricerca presso l’ente polesano.
Il primo è Massimiliano Lippa, canadese ma con il padre originario dell’Abruzzo: è in Italia stabilmente da due anni ma ha sempre frequentato la nostra Penisola fin da bambino, per venire a visitare la famiglia paterna. Attualmente sta terminando un dottorato di ricerca presso il Tesaf, il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova. Il gruppo di ricerca di cui fa parte, coordinato dal Prof. Paolo Tarolli, è impegnato in azioni finalizzate alla salvaguardia delle aree agricole per la sicurezza alimentare e il patrimonio culturale. Le aree agricole del Consorzio, importanti per la coltivazione di prodotti di base, sono a rischio per l’estremizzazione del clima, in particolar modo siccità: “Siamo desiderosi di collaborare con il Consorzio per identificare gli “hotspot” per l’irrigazione, ovvero le aree che richiederebbero maggiori risorse idriche in condizioni di estrema siccità – spiega Lippa – inoltre, ci proponiamo di fornire una comprensione completa di come il fabbisogno idrico totale e la quantità di acqua per l’irrigazione differiscano in anni di estrema siccità rispetto a un anno normale”.
Il giovane ha le idee ben chiare sulle peculiarità del territorio polesano e sul fondamentale apporto del mondo agricolo: “Affinché l’agricoltura abbia successo in quest’area, saranno fondamentali il monitoraggio e la ricerca continui. Inoltre, gli agricoltori devono essere disposti ad adattarsi e a investire in tecnologie intelligenti dal punto di vista climatico per contribuire a garantire la sostenibilità agricola della regione”. In Canada non esistono enti paragonabili ai consorzi di bonifica, racconta il dottorando: la giurisdizione sul prelievo dell’acqua a scopo di irrigazione è tipicamente di competenza del governo provinciale. Gli agricoltori che devono prelevare almeno 50.000 litri al giorno per l’irrigazione devono ottenere un permesso, che viene concesso dal Ministero dell’Ambiente. I permessi sono altamente regolamentati e di solito non vengono concessi se la fonte d’acqua (stagni, laghi, fiumi, ecc.) è sovraccarica o se c’è un danno ambientale.
Il secondo giovane che sta conducendo uno stage presso il Consorzio è etiope, Hundesa Siraj Monhammed, al termine di una Laurea Magistrale in Ingegneria del Rischio Idrologico e Geologico, presso L’Università di Padova – Campus Universitario di Rovigo, sotto la guida del Prof. Marco Marani. In Italia dal 2022, lo studioso sta concentrando i suoi sforzi sulla comprensione e la gestione dei rischi idrogeologici, in particolare siccità e alluvioni, attraverso tecniche avanzate di analisi dei dati e l’uso di modelli climatici globali e regionali. Parte del suo percorso è finalizzato allo studio di metodologie per l’incremento dell’infiltrazione e la ricarica della falda acquifera nelle aree siccitose dell’Etiopia.
Presso il Consorzio Adige Po, Hundesa sta lavorando a un progetto che prevede lo sviluppo di un’applicazione web personalizzata per fornire un facile accesso ai dati idrologici e climatici. La web app includerà variabili idro-meteorologiche come precipitazioni, evaporazione, temperatura e deflusso, che sono fondamentali per la gestione e la pianificazione delle risorse idriche e per informare i professionisti e le parti interessate sulle condizioni climatiche attuali e future nella regione del Consorzio Adige Po. Per Hundesa il comprensorio del Consorzio Adige Po è unico: “Uno degli aspetti più critici dell’ambiente del Polesine è la sua vulnerabilità alle inondazioni. La natura pianeggiante della regione, unita alla vasta rete fluviale, la rende particolarmente suscettibile sia alle piene fluviali, che all’innalzamento delle falde acquifere – commenta il giovane – Una gestione efficace delle inondazioni e la comprensione delle dinamiche idrologiche del Polesine sono essenziali per sviluppare strategie che mitigano questi impatti, garantendo un uso sostenibile delle risorse idriche e proteggendo l’ambiente.”
Infine, un commento sull’ente che lo sta ospitando: “l’esperienza che sto acquisendo presso il Consorzio Adige Po è inestimabile, poiché fornisce preziose intuizioni su come una gestione decentralizzata delle risorse idriche possa essere implementata efficacemente, il che potrebbe essere utile per la gestione delle risorse idriche in Etiopia.
“Il percorso che Hundesa sta compiendo presso il Consorzio Adige Po è di grande valore per lui, come giovane tecnico della gestione delle risorse idriche, e un esempio significativo del rapporto di sinergia tra il territorio e le attività didattiche e di ricerca dell’Università di Padova a Rovigo” aggiunge il Prof. Marco Marani.
“La collaborazione con il mondo accademico non può che rappresentare un’opportunità di formazione per gli studenti, di crescita per il Consorzio, di opportunità per il mondo agricolo in primis ma sicuramente un vantaggio per tutto l’ambiente del territorio” conclude il presidente di Adige Po Roberto Branco.













