Vanni Destro denuncia un cambio di rotta ambientale e invita i cittadini a partecipare alla presentazione del progetto il 19 dicembre a Concadirame

ROVIGO – «La salute deregolamentata». È un’accusa netta quella lanciata da Vanni Destro, portavoce della Rete dei Comitati a difesa della salute e dell’ambiente in provincia di Rovigo e attivista di Italia Nostra, che collega due passaggi chiave dell’attualità amministrativa rodigina: la presentazione del progetto Ecopol, prevista dalle procedure di Valutazione di impatto ambientale, e la possibile cancellazione dell’articolo 23 relativo all’area dell’Interporto.

Secondo Destro, si tratta di due vicende strettamente connesse se lette alla luce della qualità dell’aria che respirano i cittadini di Rovigo e del Polesine. Il progetto Ecopol sarà illustrato il 19 dicembre 2025 alle 10.30, alla scuola di Concadirame, frazione del capoluogo. Una scelta di sede e orario che, secondo i comitati, rischia di ridurre la partecipazione. «Proprio per questo – sottolinea Destro – è importante esserci».

La modifica dell’articolo 23 dell’Interporto viene vista come un segnale chiaro: un allentamento dei vincoli a favore dell’insediamento di industrie e impianti con minori limiti emissivi. Una prospettiva che preoccupa i comitati, considerando che le attività industriali rilasciano inquinanti come PM10, PM2.5, ossidi di azoto, composti organici volatili e metalli pesanti, sostanze collegate a patologie respiratorie, cardiovascolari e all’insorgenza di tumori.

«In questo modo – osserva Destro – il problema non viene risolto, ma solo spostato: da una valutazione tecnica comunale a un contenzioso davanti ai tribunali amministrativi». Una scelta che, a suo avviso, rimette in discussione principi di tutela ambientale che finora avevano impedito l’insediamento di impianti considerati pericolosi, come l’inceneritore di fanghi con PFAS a Loreo, il progetto Alchemia ad Adria o i numerosi impianti di biometano previsti nel territorio polesano.

Il quadro che emerge è quello di una deregolamentazione ambientale che, secondo la Rete dei Comitati, rischia di mettere in secondo piano le ricadute sanitarie. «La salute è la questione nodale e deve venire prima di tutto» ribadisce Destro, invitando la cittadinanza a far sentire la propria voce.

L’appello finale è diretto e senza giri di parole: «Il profitto di pochi non può andare a danno di tutti».

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