ROVIGO – Rovigo perde una posizione nella classifica nazionale di Ecosistema Urbano 2024, il rapporto annuale di Legambiente realizzato in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che misura la qualità ambientale dei capoluoghi italiani attraverso 20 indicatori.
Il capoluogo polesano si piazza al 77° posto su 106 città, confermando alcune fragilità storiche su aria, mobilità e verde urbano, ma anche piccoli miglioramenti in altri ambiti.
“Il rapporto ci consegna il quadro di una città che fatica a superare le proprie criticità di lungo corso – commenta Caterina Nale, presidente di Legambiente Rovigo –. È necessario imprimere un’accelerazione importante alle politiche ambientali, con azioni concrete sulla mobilità sostenibile e sulla gestione del verde urbano.”

Luci e ombre nei dati ambientali
Sul fronte della qualità dell’aria, Rovigo continua a registrare valori preoccupanti per il Pm10, in linea con la media negativa dei capoluoghi veneti. “Serve un intervento strutturale – sottolinea Nale – che punti sull’efficientamento energetico e sulla mobilità dolce.”
Più incoraggianti i dati sull’economia circolare: la raccolta differenziata sale all’85% (83,1% nel 2023), segno che il nuovo sistema di raccolta e tariffazione sta dando risultati.
Anche i consumi idrici mostrano un miglioramento: 137 litri pro capite al giorno contro i 142 dello scorso anno, con una lieve riduzione della dispersione di rete (34,5%).
Sul fronte del verde urbano, invece, il numero di alberi resta stabile (7 ogni 100 abitanti), ma cala sensibilmente la superficie verde accessibile, passata da 38 a 26,1 mq per abitante.
Piccoli progressi arrivano dalla ciclabilità, con 12,53 metri equivalenti di piste ogni 100 abitanti (erano 11,67), ma peggiorano i dati del trasporto pubblico, con meno corse e meno utenti.
Un appello al dialogo e alla trasparenza
Per Legambiente, i dati evidenziano la necessità di un maggiore coordinamento e dialogo tra amministrazione, cittadini e associazioni.
“Chiediamo al Comune di aggiornare con regolarità i dati e di attivare un confronto trasparente – aggiunge Nale –. Solo attraverso una collaborazione costante tra istituzioni e società civile possiamo costruire una Rovigo più verde, giusta e sostenibile.”
La presidente conclude con un appello alla responsabilità collettiva:
“Non bastano gli annunci o i progetti isolati. Serve una visione condivisa che guardi al futuro e restituisca ai cittadini una città più sana e vivibile.”

















