ROVIGO – La notizia è per certi versi clamorosa, anche se, se ne parlava da molti mesi ed i riflettori erano puntati principalmente sui governatori regionali, Luca Zaia su tutti.
Da Roma viene dato per fatto l’accordo tra i partiti di maggioranza che prevede che non ci siano più limiti di mandati per i sindaci dei Comuni fino a 5.000 abitanti e la possibilità di un terzo mandato per i sindaci dei Comuni dai 5.001 ai 15.000 abitanti.
Una novità che, a pochi mesi dal voto amministrativo del prossimo giugno, rischia di scombinare i piani in molti Comuni e di molti partiti in provincia di Rovigo.
La proposta di modifica, sulla quale sta spingendo in particolare la Lega, sarà sul tavolo del governo tra questa e la prossima settimana. L’accordo prevede l’approvazione della modifica sul Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali a proposito della durata dei mandati dei primi cittadini e che, se non ci saranno stravolgimenti dell’ultima ora, al momento esclusi dalla maggioranza di governo, verrà inserita nel decreto che accorperà le elezioni europee alle amministrative il prossimo 9 giugno 2024. Il tutto dovrebbe essere ufficializzato o prima della pausa natalizia o nei primissimi giorni del 2024 e avrà effetto anche sulle prossime elezioni amministrative, in Polesine. Per i Comuni con oltre 15.000 abitanti, quelli per i quali è previsto il secondo turno di ballottaggio, ovvero Adria e Rovigo, rimane invece il limite dei due mandati consecutivi per il primo cittadino eletto.
Con l’approvazione del provvedimento si potrebbero riaprire i giochi in molti Comuni e non solo quelli prossimi alle elezioni nel 2024. La novità che si profila all’orizzonte è destinata ad avere conseguenze in molte realtà locali dove erano appena iniziate le prime manovre elettorali.
Se il pensiero va, inevitabilmente a quello che bolle in pentola a Lendinara (anche se Francesca Zeggio sembrerebbe saldamente la candidata sindaco che avrà il compito di succedere a Luigi Viaro), la novità potrebbe sparigliare le carte anche altrove dove, come a Badia Polesine, già si lavorava per “il dopo” Giovanni Rossi, che però potrebbe essere posticipato di 5 anni. Qui la sfida sarebbe fra l’assessore e vicesindaco Stefano Segantin (lista civica) e l’assessore Valeria Targa (FdI). Rimarranno in panchina più a lungo del previsto?
Ugo Mariano Brasioli













