Federico Frigato (Rovigo si ama): “Un evento simbolico usato male, a pagare sono sempre i genitori”

ROVIGO – Il passaggio della fiamma olimpica in città, previsto per martedì prossimo (LEGGI ARTICOLO), rischia di trasformarsi da occasione di festa a giornata complicata per molte famiglie rodigine. A sollevare il caso è Federico Frigato, capogruppo della lista civica Rovigo si ama in Consiglio comunale, che critica duramente la decisione della Giunta di disporre la chiusura anticipata di tutte le scuole cittadine a partire dalle 11.30.

Secondo Frigato, la scelta appare sproporzionata rispetto all’effettivo svolgimento dell’evento, che interesserà la città per poco più di mezz’ora, dalle 13.15 alle 14 circa, e solo alcune vie del centro. «Non si tratta solo delle scuole coinvolte dal percorso della fiamma – osserva – ma di tutte le scuole di ogni ordine e grado, comprese quelle delle frazioni (LEGGI ARTICOLO). Una decisione che scarica ancora una volta l’organizzazione sulle spalle delle famiglie».

“Scuole chiuse, ma senza un vero coinvolgimento educativo”

Il capogruppo civico contesta anche la motivazione simbolica legata ai valori olimpici. «Se davvero si voleva coinvolgere bambini e ragazzi – sottolinea – le scuole avrebbero potuto essere protagoniste, con iniziative, momenti di confronto sullo sport, sulla pace e sulla fratellanza tra i popoli. Invece non è stato organizzato nulla: si chiude prima e basta».

Una scelta che, secondo Frigato, crea problemi concreti soprattutto a chi non può contare su ferie, permessi o sull’aiuto di nonni e parenti. «Per molte famiglie sarà una giornata di difficoltà reale, non un momento di festa».

Un peso che si somma ad altri aumenti

La critica non si ferma al singolo episodio, ma si inserisce in un quadro più ampio. Frigato ricorda come, solo nell’ultimo mese, le decisioni dell’Amministrazione comunale abbiano inciso pesantemente sui bilanci familiari: addizionale IRPEF mantenuta allo 0,80% senza distinzione di reddito, aumento dei costi della mensa scolastica, rincaro del trasporto scolastico fino al 24% e incremento delle tariffe per l’utilizzo di palestre e strutture sportive, costi che inevitabilmente ricadono sulle famiglie attraverso le società sportive.

«Una famiglia con redditi bassi – evidenzia – arriva a pagare centinaia di euro in più all’anno. Per chi ha due o tre figli le cifre diventano davvero pesanti».

“Poteva essere una festa per tutti”

Per il capogruppo di Rovigo si ama, il passaggio della fiamma olimpica rappresentava un’occasione che poteva essere gestita diversamente. «Con un minimo di programmazione e pianificazione – conclude – questo evento poteva diventare una vera festa per tutta la città. Invece si vive alla giornata, si allestisce un palchetto, si scattano qualche foto e il conto lo pagano sempre le famiglie».

Una critica politica netta, che riporta al centro il tema dell’equilibrio tra eventi simbolici e impatto concreto sulle persone, soprattutto su chi già fatica a conciliare lavoro, scuola e costi crescenti dei servizi.

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