Con il Decreto 116 del 29 marzo 2021 firmato dai ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e della Cultura, Dario Franceschini, è stato dato parere favorevole all’avvio delle ricerche di idrocarburi da parte di una multinazionale australiana al largo del Polesine. Il Governo Meloni spinge per le estrazioni in ragione della autosufficienza energetica del Paese

ROVIGO – L’appello giunge dalla Rete dei comitati polesani a difesa dell’Ambiente con il portavoce Vanni Destro che specifica come “non si tratta di fare opposizione, ma di chiedere rispetto e considerazione per i territori che molto hanno già sofferto in materia di energia“.

La Rete dei comitati fa riferimento al decreto varato dall’attuale Governo che sblocca le estrazioni in Adriatico ed andrebbe a cancellare una serie di tutele per i territori costieri dell’Adriatico.

“In particolare, individuando l’area estrattiva sotto il 45° Parallello, mette a repentaglio un territorio fragile come quello del Delta del Po che ha già pagato caro in passato  le estrazioni di gas già fermate all’inizio degli anni ’60  per l’abbassamento del terreno di origine sedimentaria, abbassamento che continua tuttora” ricorda Vanni Destro.

“Pure la zona costiera veneziana non sarebbe immune da gravi conseguenze – continua la Rete dei comitati – Qualche giorno fa si sono incontrati i sindaci dei Comuni costieri per fare un accordo per il ripascimento delle spiagge erose dal mare per l’effetto combinato dell’innalzamento delle acque dovuto al cambiamento climatico e dal costante abbassamento del terreno.

A quei Sindaci facciamo appello assieme agli operatori turistici, agli agricoltori già provati da siccità e cuneo salino, agli imprenditori, alle associazione che difendono ambiente e territorio ad ogni livello, agli amministratori veneti, a consiglieri ed assessori regionali e a tutti i politici veneti a cominciare dal presidentte della Giunta regionale Luca Zaia, che si sono sempre spesi per fermare non solo le estrazioni, ma addirittura la ricerca di idrocarburi ben conoscendone i rischi, di unirsi in un fronte comune per evitare questa inutile sciagura facendo pressione sul Governo“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie