VILLADOSE (Rovigo) – Arnold Hallas ha volato ancora. Il pilota inglese, i cui resti sono stati recuperati nella campagna di Cambio il 30 ottobre 2020, ha compiuto un’ultima virata incrociando nel suo tragitto la curiosità e la sensibilità degli studenti dell’Istituto comprensivo di Villadose, diretto dalla preside Nicoletta Marchetto, che dal giorno del rinvenimento sono diventati depositari della sua storia.
Mercoledì mattina la visita a scuola di Renato Mansi dell’Area 10 dell’ufficio scolastico regionale, la sezione che si occupa di valorizzare la storia e la cultura locali. “L’ispettorato vuole inserire il vostro progetto nella newsletter “Il ventaglio”, per valorizzare il grande lavoro che è stato fatto da alunni e insegnanti – ha comunicato alle classi e ai docenti – L’impegno che avete profuso nel seguire la storia del giovane pilota è andato oltre l’aspetto didattico, ha sconfinato nelle emozioni. Così deve essere la scuola”.

Erano in quinta primaria i ragazzi quando l’associazione “Aerei perduti” di Rovigo ha recuperato i resti di Spitfire IX NH di Arnold Hallas: pezzi di fusoliera, di motore ma anche effetti personale del pilota che, all’epoca dell’incidente, aveva 24 anni. Con l’insegnante di inglese Maria Cristina De Stefani hanno seguito la vicenda da diretti testimoni, avviando una corrispondenza con i parenti dell’aviatore, originario di Burton on Trent. Da lì ha preso il via il progetto “Oltre il volo… c’è di più”, raccolto in seguito dall’insegnante di Lettere della secondaria Daniela Baldo e sfociato nella realizzazione di una mostra e di un video multimediale, realizzati con la supervisione di Luca Milan. Il progetto, nel quale gli eventi storici relativi alla Seconda guerra mondiale si sono intrecciati con le emozioni, ha ottenuto un riconoscimento dalla Regione Veneto nell’ambito del “Percorso per lo sviluppo delle competenze degli alunni in materia di storia e cultura del Veneto”. Oggi anche l’ulteriore soddisfazione di ottenere visibilità su un notiziario regionale, che valorizza i progetti delle scuole venete.

“Il lavoro che avete fatto, i disegni e le lettere che avete scritto, dimostrano quanto profondo e positivo possa essere il vostro spessore emotivo – ha detto la preside Nicoletta Marchetto ai suoi alunni – Continuate a valorizzare questa parte di voi e fatela volare sempre più in alto”.













