Il parco eolico offshore davanti a Porto Tolle inciderà sulla pesca?

La preoccupazione per l'impatto sulla pesca e sull'occupazione nel Delta del segretario Mauro Baldi di Flai Cgil Rovigo per il progetto in fase di studio da parte di Agnes davanti alle coste del Polesine

ROVIGO – In verde i progetti che sono in fase avanzata di autorizzazione, in viola quelli ancora allo studio. Il futuro della produzione di energia da fornti rinnovabili potrebbe interessare anche le coste polesane con la realizzazione di un parco eolico offshore, a circa 13 miglia, ovvero 24 km, al largo di Porto Tolle, nelle vicinanze del terminal gasiero gestito da Alng.

Il progetto vale 800 MW di potenza sviluppato in mare Adriatico in una offshore wind farm ed è ancora in fase di studio. L’opera impiegherebbe 80 turbine eoliche fisse da 10 MW alte 170m e con un rotore pari a circa 260m di diametro.

“In un momento di forte crisi energetica e di vertiginosi rialzi speculativi su gas ed elettricità, per la Flai Cgil di Rovigo la riconversione del sistema energetico, dalle attuali fonti fossili a quelle rinnovabili è quanto mai urgente e necessario.

Indispensabile anche per quanto riguarda l’aspetto climatico che negli ultimi anni ha prodotto effetti disastrosi, dall’innalzamento della temperatura al riscaldamento dei mari, dallo scioglimento dei ghiacciai alle alluvioni, dai nubifragi alla siccità. Un effetto, quello della siccità che continua a persistere anche in questo periodo sul territorio Polesano, procurando non poche problematiche” afferma il segretario generale Mauro Baldi.

In questa ottica diventa pertanto di attualità discutere di quali processi di fonti rinnovabili produrre ed attuare nei territori, passando dai rigassificatori al fotovoltaico ed all’eolico.

“In Polesine è già presente il Terminal Adriatic Lng collocato a circa 15 km al largo di Porto Levante, con la conseguente sottrazione di mare alla pesca, mentre per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, molti parchi sono già esistenti e molte richieste arrivano ancora oggi ai comuni. Pesca ed agricoltura sono importanti fonti di reddito per il Polesine”.

Per quanto riguarda l’energia eolica, la società Agnes ha studiato vari progetti nell’Adriatico, tra questi, due in Romagna, con storage e contestuale produzione di idrogeno verde, ovvero utilizzando l’energia prodotta dalle rinnovabili, in fase di autorizzazione, ed uno in fase di studio uno riguarda Porto Tolle.

Per il Delta del Po, si tratta di un progetto di parco eolico offshore da 800 MW di potenza a circa 13 miglia (24 km) dalla costa.

Questa offshore wind farm sarà composta da 80 turbine eoliche fisse da 10 MW alte 170m e con un rotore pari a circa 260m di diametro.

L’opera impiegherebbe 80 turbine eoliche fisse da 10 MW alte 170m e con un rotore pari a circa 260m di diametro

“Vista la fase di studio del progetto, non risulta che ad oggi Agnes ne abbia discusso con i vari portatori d’interessi presenti nel Delta, soprattutto con chi attraverso la pesca cercare di dare un futuro alla propria famiglia, in un territorio già di per sé povero di alternative di lavoro.

Un tratto di costa che ha fortemente contribuito negli anni alla crescita dell’economia del Delta, un’ulteriore superfice importante di Adriatico che, a parere dei pescatori, anche questa non sarà più utilizzabile per la loro attività.

Se produrre energia sarà il futuro del nostro mare, la Flai Cgil di Rovigo ritiene improrogabile aprire una discussione tra Agnes, Enti e le varie cooperative e consorzi di pesca esistenti sul Delta, affinché nel futuro energia e lavoro possano coesistere in equilibrio tra loro, perché se è giusto salvaguardare il pianeta, altrettanto giusto è salvaguardare i posti di lavoro nella pesca.

Pertanto, la Flai Cgil di Rovigo, ritiene assolutamente necessario avviare nel breve una valutazione attenta sugli effetti ecosistemici che avranno le pale eoliche sulla pesca e su tutto l’indotto che gravita attorno a questo settore, senza dimenticare il turismo, altra importante risorsa del territorio.

Ad un settore già in forte difficoltà, tra caro gasolio e limitazione di sforzo di pesca cos’altro dobbiamo chiedere?” ribadisce Mauro Baldi.

La paura per la Cgil di Rovigo è che dopo la chiusura negli anni ’80 e ’90 di importanti attività, come gli zuccherifici di Porto Tolle e Ca’ Venier ed i molti laboratori di confezioni di abbigliamento, il Delta non possa permettersi di perdere ulteriori posti di lavoro.

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