Sicurezza, migranti, Iras, e granchio blu, diversi i temi affrontati, dal 2 ottobre in città arriva la dottoressa Franca Tancredi, troverà un Polesine in ordine
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ROVIGO – “Lascio Rovigo con soddisfazione per l’intesa ed il dialogo con tutti i sindaci, Presidente della Provincia e Regione. Tre anni in cui abbiamo affrontato diverse problematiche, il tavolo della Prefettura è stato sempre aperto a qualsiasi trattazione di tematiche, abbiamo affrontato tanti temi di natura sociale ed economica”. 

Così il Prefetto Clemente Di Nuzzo all’incontro di saluto con la stampa rodigina, prima di assumere un nuovo incarico ad Arezzo.

Un Prefetto sempre aperto al dialogo, disponibile, non si è mai tirato indietro. Questione Sicurezza e richiedenti asilo affrontate sempre in prima persona, con la preziosa collaborazione di sindaci e forze dell’ordine. Lascia un territorio sostanzialmente sicuro, con i dati in linea e con un leggero decremento dei reati commessi (un dato non di poco conto).

Sarà in città fino al 1 ottobre, poi dal giorno successivo assumerà l’incarico di Prefetto di Arezzo, al suo posto è in arrivo Franca Tancredi (LEGGI ARTICOLO).

“Abbiamo creato anche le condizioni di dialogo con i comuni – ha sottolineato Di Nuzzo – dove c’erano delle progettualità che  richiedevano convergenze di procedure e valutazioni, un lavoro di coordinamento con tutte le componenti del territorio afferenti al mondo produttivo, del terzo settore, dell’arte e della cultura che a Rovigo sono una risorsa molto importante. Credo di aver girato molto nel territorio provinciale, per la questione granchio blu nel Delta del Po abbiamo lavorato per circa 1 anno, prima che venisse nominato il commissario (Caterino, ndr), una sorta di collegamento di rappresentazione della crisi alle autorità di Governo, siamo stati sensibili alle tematiche del territorio”.

Sulla questione sicurezza, quella reale e percepita dai cittadini, il Prefetto si ritiene soddisfatto  “Abbiamo lavorato affinché i dati fondamentali fossero in ordine, il numero di reati ha un certa tendenza al calo, non abbiamo avuto picchi che hanno suscitato allarme. Si sono manifestate alcune situazioni che hanno scatenato allarme sociale, ma di fronte a certi episodi spetta a chi gestisce l’ordine pubblico valutare le cose per come realmente sono. Episodi estemporanei dove è scattato l’arresto e l’espulsione. Non ci sono bande che hanno in mano il territorio, e abbiamo lavorato e lavoreremo perché Rovigo e la sua Provincia rimanga esente da gravi fenomeni di carenza di ordine pubblico”.

Il Prefetto ha elogiato anche l’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine, da un giro di spaccio che coinvolgeva minori, e stroncato assicurando alla Giustizia il responsabile, le indagini su fleximan (LEGGI ARTICOLO), sulle bombe carta a Cavanella Po contro i richiedenti asilo (LEGGI ARTICOLO), inchieste in attesa ovviamente del definitivo riscontro in Tribunale, ma è stato un segnale importante. Risolta brillantemente una situazione potenzialmente esplosiva a Villanova Marchesana, una rissa che poteva trasformarsi in una faida tra bande balcaniche “Abbiamo fatto una ottima attività di prevenzione con il comune e i carabinieri”. 

Il Prefetto ha ringraziato anche diversi sindaci (in particolare di Badia e San Martino di Venezze) sulla questione dei richiedenti asilo, oltre al Vescovo di Adria e Rovigo, Pierantonio Pavanello per la grande disponibilità. In toltale in Provincia sono 410, quando Di Nuzzo è arrivato a Rovigo erano circa 250.

“Abbiamo dovuto a far fronte all’esigenza di trovare nuovi alloggi dignitosi, e devo dire che ci siamo riusciti. Abbiamo riequilibrato la dislocazione che era piuttosto sbilanciata sul comune di Adria, a cui va la nostra gratitudine, che ospita 140 migranti. Abbiamo lavorato affinché Rovigo raggiungesse questi livelli di accoglienza, con l’apertura dell’ex Convento dei Frati Cappuccini che ospita attualmente 50 persone”. Nel comune di Rovigo sono circa 125 i richiedenti asilo, gli altri sono a Badia, Porto Viro, Costa di Rovigo, Taglio di Po, Villanova Marchesana, San Martino di Venezze, Canaro, Adria, Polesella, Pontecchio ed Occhiobello.   

Il Prefetto ha assicurato che non ci sono problemi di ordine pubblico e sicurezza in relazione alla presenza dei migranti.

“La gestione dei centri di accoglienza è stata sempre approntata nel rispetto delle comunità residenti – ha sottolineato Clemente Di Nuzzo – a Cavanella Po (dove risiedono in unità autonome) abbiamo intensificato la presenza di forze di polizia, l’apertura nel centro dell’ex convento dei Frati Cappuccini è stata seguita con la massima attenzione, seguendo i comportamenti ed i regolamenti interni degli ospiti, dopo 3 mesi non abbiamo avuto alcun riscontro di comportamenti non consoni con la convivenza con l’esterno. Continuerà questa attenzione, vogliamo che l’accoglienza non produca impatti negativi con la popolazione residente, la presenza di migranti e l’ospitalità risponde a principi della nostra Costituzione ed ad obblighi a cui il nostro Stato è tenuto a far fronte, il nostro compito, con  le risorse messe a disposizione dal Governo e dal Ministero dell’Interno, è che venga garantito una sistemazione dignitosa in attesa che venga decisa la loro posizione, non possiamo esimerci da dare ospitalità a queste persone.  Confidiamo nella collaborazione con gli enti locali e della provincia, ed in particolare con la nuova amministrazione di Rovigo, con cui si è instaurata una bella collaborazione. Sono disponibile a soluzioni diverse laddove emergerà con caratteristiche idonee (LEGGI ARTICOLO), al momento non ci sono”. Sarà materia di confronto con il nuovo Prefetto dal 2 di ottobre.

“Le politiche del Governo – ha sottolineato Di Nuzzo – hanno contributo a mantener basso l’arrivo di nuovi flussi, ma cerchiamo di mantenere alto il turnover, quando escono dai centri dopo aver regolarizzato la loro posizione”. 

Questione Iras, il Prefetto di Rovigo si era speso molto per risolverla “Avevamo fatto un ottimo lavoro con il commissario Zanon, poi Stella e il sindaco Gaffeo, poi è stata coinvolta la Regione, l’assessore Lanzarin è stata qui, sono stato anche a Venezia due volte, sul profilo generale c’è un accordo, un accordo politico bipartisan, sull’impianto generale c’era, poi quando si è trattato di formalizzarlo è emersa una tendenza a raggiugnere una convergenza di tecnici e giuristi, con un forma di difesa da possibili contenziosi. Credo che abbiamo fatto il possibile, adesso la Regione con il commissario Stella sta perseguendo una soluzione diversa, l’importante è che siano mantenuti i livelli di assistenza erogati, e sul piano lavorativo bisognerà capire il mantenimento delle posizioni attuali”.

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Successivamente il prefetto ha salutato i sindaci, i rappresentanti politici della Regione del Veneto, i parlamentari del territorio, i rappresentanti delle forze di Polizia e gli esponenti delle parti sociali della provincia presso la sala consiliare di palazzo Celio in Provincia.

L’impegno, la disponibilità ed il grande amore per il Polesine è stato tratteggiato dal presidente della Provincia Enrico Ferrarese che ha definito Di Nuzzo come “uomo delle istituzioni che è riuscito a farsi voler bene e per il quale nutre un profondo senso d’affetto per la crescita che ha saputo dare al territorio attraverso il suo coordinamento”.

Il pensiero di Ferrarese è stato condiviso dai tanti partecipanti che hanno rivolto parole di sincero apprezzamento, gratitudine ed augurio di buon lavoro all’ormai prossimo nuovo prefetto di Arezzo.

La consigliera regionale Laura Cestari ha espresso pubblicamente “profondo ringraziamento al Prefetto uscente Clemente Di Nuzzo ed un caloroso benvenuto al successore Franca Tancredi in arrivo da Isernia”.

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