La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione prosegue per tantissimi Comuni in Italia. L’obiettivo è quello di rendere il settore pubblico più accessibile con una serie di servizi e offerte altrimenti non erogabili, pareggiando differenze sociali ed economiche dei cittadini e arrivando anche laddove fisicamente i servizi non sempre potrebbero arrivare: è il caso di comuni montani, isole, ecc..
Molte le risorse economiche allocate a tale progetto di enorme portata, che coinvolgerà tutta la nostra Penisola. Si stimano circa 2 miliardi di euro per i servizi di cittadinanza digitale che coinvolgeranno diverse operazioni fra cui:
- Adeguamento dei siti web della PA, con test di usabilità e navigabilità, creazione di nuovi siti internet per l’erogazione dei servizi digitali.
- Accelerazione nell’adozione di pagoPA, la piattaforma digitale per i pagamenti verso le Pubbliche Amministrazioni, e dell’app IO, quale principale punto di contatto tra Enti e cittadini per la fruizione dei servizi pubblici digitali.
- Implemenetazione della Cybersecurity per la protezione dei dati sensibili da atti di hacking informatico.
- Creazione di infrastrutture informatiche (Data Center) per la conservazione e l’elaborazione dei dati dei cittadini italiani.
Permettere a tutti i cittadini, di comuni grandi, ma anche di comuni molto piccoli e/o isolati, di poter avere parità di accesso alle possibilità offerte, è sicuramente un grande passo in avanti. Troppo spesso, infatti, i cittadini lamentano di esser esclusi per questioni di territorio o status socio economico, da iniziative e servizi che il Pubblico mette a disposizione. L’innovazione digitale della Pubblica Amministrazione viaggia di pari passo alla transizione digitale dei centri urbani ed è quindi un tema caldo per quanto riguarda i diritti e possibilità della popolazione italiana e non solo.
Digitalizzare il Pubblico permetterà di risparmiare tempo individuale, ridurre sprechi, efficentare quei processi che oggi sono obsoleti e lenti e mettere in contatto le persone, in ottica di un futuro che si presenta sicuramente più complesso rispetto il passato.
Verso un futuro interamente digitale: pro e contro
Sempre più ambiti della nostra vita quotidiana convogliano verso quello che si prospetta un futuro interamente digitale. In realtà il processo è già in atto da alcuni anni e ha visto cambiare le abitudini di vita di moltissimi: dallo svago, divenuto interamente digitale, con videogame e giochi online come nel caso dei giochi in stile slots, fino al benessere e cura della persona o addirittura il lavoro.
Questi cambiamenti presentano criticità e vantaggi come ogni cosa, pertanto inutile criminalizzare interamente la digitalizzazione.
Sicuramente il primo risvolto, quello più evidente, è quello relativo al maggiore controllo del cittadino e alla maggiore tracciabilità delle sue azioni.
Questo può essere un bene per certi aspetti, ma potrebbe sfociare in aspetti a dir poco “distopici” quando pensiamo per esempio, ai progetti di “città intelligenti”.
In futuro ogni singola azione e dato personale del cittadino sarà tracciato e verificato. Sono già in atto creazioni di reti di telecamere di sorveglianza in moltissime città italiane e reti Internet di ultima generazione con elevatissima capacità di scambio dati per secondo. Uno dei progetti più ambiziosi ha preso avvio nel Comune di Pisa con la rete Metrocore, rete civica in fibra ottica con una larghezza di banda 10 volte superiore a quelle tradizionali, che mette in comunicazione utenze private, questura e Università. Il progetto rientra in ottica di digitalizzazione della città e dei suoi servizi pubblici.
Il futuro Hi-tech è già realtà in alcuni luoghi del mondo, come nelle grandi metropoli asiatiche, prime fra tutte quelle cinesi, nelle quali è stato sperimentato il famoso “credito sociale” (social score), che ha fatto molto discutere, ma in Italia è già stato replicato con un esperimento avvenuto a Bologna, Roma e Milano.
Il progetto di transizione digitale vede protagonista quindi le città intelligenti (Smart Cities) ossia città nelle quali, urbanistica, architettura, mobilità ed efficienza energetica saranno interconnesse e pronte a dialogare fra loro, per rendere la città più vivibile, funzionale ed efficiente.
Ecco, quindi, che la Rete diventa la nostra miglior alleata, per far sì che questi aspetti così diversi, possano entrare in contatto, permettendo di ridurre sprechi e disservizi. La Rete è infatti quello strumento essenziale per rendere gli oggetti intelligenti e appunto, farli “parlare fra loro”.
I benefici potrebbero essere sicuramente in termini ecologici per molti aspetti, in primis le emissioni ed il risparmio energetico, ma senza dimenticare che, l’installazione massiva di Data Center e l’utilizzo delle materie prime per la creazione di questi e non solo, anche delle linee sulle quali avverrà lo scambio di dati, produrrebbe comunque un impatto ecologico, in termini di Co2, decisamente rilevante. Non tutto oro quindi quello che luccica.
Ancora, essere totalmente dipendenti dalla Rete e dall’Intelligenza Artificiale per molti aspetti della vita quotidiana, ridurrà sicuramente al minimo gli scambi sociali, facendoci rivedere le nostre abitudini e potendo di fatto cambiare in un certo senso, l’evoluzione.
Sempre in termini di dipendenza dalla Rete, un’altra criticità è quella dei bug: catastrofi naturali e ambientali, guerre, e instabilità politica potrebbero minare l’intero processo.
Infine resta poi il tema, non meno importante, della protezione dei dati personali e della loro concentrazione in mano di “pochi”, andando de facto verso una tecnocrazia, nella quale potrebbero infiltrarsi le multinazionali o la “minaccia” privatizzazione, se non la più probabile minaccia informatica legata agli attacchi di hacking.

















