ROVIGO – Non ha dubbi il veterano Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia candidato al proporzionale nei due collegi veneti come capolista: il partito di Giorgia Meloni vincerà i due collegi uninominali al Senato con i candidati Raffaele Speranzon e Luca De Carlo, ed eleggerà 5 senatori dal proporzionale, forse 6 con i resti, molto probabilmente anche Bartolomeo Amidei nel caso di 5 eletti, in quanto la sua posizione come terzo in lista è da considerarsi solo formale, sicuramente, se gli eletti saranno 6.
La certezza di Urso deriva dall’analisi degli ultimi sondaggi elettorali che accreditano Fratelli d’Italia prossima al 30% dei consensi, anche in Veneto, incoronandolo primo partito in Italia ed in Regione.
Lo schiaffo alla Lega non viene commentato in conferenza stampa a Rovigo con il coordinatore provinciale Alberto Patergnani per la presentazione dei candidati al Senato di Fratelli d’Italia alle elezioni politiche del 25 settembre, ma liquidato come “Non è un problema nostro, eventualmente sarà un problema, per loro, per le prossime elezioni regionali, ma non possiamo farci nulla”.
“La determinazione con la quale Fratelli d’Italia intende rappresentare il territorio è ciò che i cittadini ci chiedono per rilanciare l’Italia e il Veneto” afferma Speranzon, candidato per tutta la coalizione di centrodestra all’uninominale al Senato nel collegio che comprende Rovigo e Venezia.
Amore per l’Italia, interesse nazionale da tutelare sia in Italia che in Europa, concretezza, coerenza, sono i valori che Fratelli d’Italia sottopone agli elettori dopo oltre 4 anni di solitaria opposizione ai 3 governi della legislatura in corso, due governi Conte e l’attuale governo Draghi.
Energia, infrastrutture strategiche per il Paese per garantirne l’autosufficienzza, aumento della capacità estrattiva di gas, completamento dei gasdotti già avviati e maggiore capacità di stoccaggio in forma liquida, con successiva rigassificazione al bisogno, sono i punti imprescindibili per dare tranquillità ad imprese e famiglie liberandoli dall’incertezza del costo della materia prima per la componente energetica.
Sul fronte delle rinnovabili invece, fotovoltaico e il potenziamento dell’idroelettrico, la realizzazione di bacini di raccolta da monte a valle, per far togliere al Veneto la maglia nera di Regione “sprecona” di acqua, con un riuso prossimo al 5%, rispetto ad una media nazionale dell’11%, quando si potrebbe, e dovrebbe, fare molto di più.
Non c’è dubbio che i senatori candidati da Fratelli d’Italia abbiano esperienza e idee chiare in materia di interventi a contrasto della piaga emergente ovvero il caro bollette che paralizza le imprese e terrorizza le famiglie, affrontando i tabù di nucleare pulito ed aumento dell’estrazione di idrocarburi.
“L’Italia può diventare l’hub europeo della distribuzione del gas – ha affermato Urso – bisogna invertire il flusso che vede Norvegia e Russia e come fornitori principali del gas che viene dal Nord, passando per l’Olanda che specula sul prezzo del combustibile. Nella mia relazione al Parlamento in tempi non sospetti, prima della guerra tra Russia ed Ucraina – conclude Urso – utilizzando i gasdotti esistenti e quelli in realizzazione, l’idea di una Italia energeticamente indipendente puà essere realtà concentrandosi su Spagna, Algeria, Libia, Azerbaijan, senza considerare il gasdotto che potrebbe essere realizzato verso il nuovo giacimento Poseidone tra Cipro e Malta recentemente scoperto da Eni.
Quando saremo noi a rifornire di gas Germania in primis, ma poi l’Europa tutta, immaginate il potere politico che avrà l’Italia“.
Sul fronte locale il candidato Amidei assicura di ritornare sulla norma, stralciata durante la sua legislatura, di sgravio fiscale come sconto sul combustibile a compensazione della presenza del rigassificatore offshore, così come di far “rinascere” il progetto che sembra accantonato di collegare la Transpolesana con la Romea attraverso il cosiddetto tratto di Romea commerciale.
Anche per la Camera dei deputati le certezze non mancano nel partito di Giorgia Meloni: “Vinceremo tutti gli uninominali ed eleggeremo complessivamente 10-11 deputati, due a Verona” assicura il coordinatore regionale Luca De Carlo che punta almeno a 15 parlamentari veneti eletti.
“Nessuna promessa elettorale a cui far credere gli elettori durante questa breve campagna – ribadisce Speranzon ricordando la esplicita richiesta formulata da Giorgia Meloni a tutti i candidati – ma solo l’impegno a trovarsi pronti per il governo del Paese a partire dal 26 settembre“. Sarà forse un caso che gli slogan dei due partiti che guidano il centrostra sono proprio Credo e Pronti?.














