Il ritrovato appuntamento organizzato con la collaborazione dall’Associazione polesana Coldiretti Rovigo, divenuto negli anni “un must” imperdibile, è stato l’occasione per riaffermare i valori tradizionali della terra polesana 

BADIA POLESINE (Rovigo) – “Era da qualche anno che non vedevo le due tavolate così piene di amici” ha esordito venerdì sera, 17 febbraio, la padrona di casa Luciana Vallese,quasi commossa dopo i due anni di pausa a causa del Covid, mentre dalla cucina emanava il profumo delle ricette di un tempo mai tramontate.

In sala la voglia di stare assieme e condividere un percorso di collaborazione era palpabile: questo e molto altro rappresenta l’originale “Zena dei ossi” giunta venerdì sera alla 27esima edizione, nel consueto ritrovo all’agriturismo Le Clementine, l’agriturismo più longevo del Polesine, aperto nel 1992 “…per colpa di Fabio Ortolan, quand’era assessore” ha sogghignato ironicamente l’inossidabile Beppe Tomaini.

Il “sentiment” è stato colto dal direttore di Coldiretti Silvio Parizzi, che aprendo la serata ha dichiarato: “C’è voglia di comunità e abbiamo modo di riscontrarlo anche stasera

Il ritrovato appuntamento organizzato con la collaborazione dall’Associazione polesana Coldiretti Rovigo, divenuto negli anni “un must” imperdibile, è stato l’occasione per riaffermare i valori tradizionali della terra polesana di cui la ‘zena’, mettendo in tavola tutto quello che il maiale ci può dare, diventa il simbolo e la metafora. Questa edizione si è caricata di un significato ancor più importante, non solo perché era la prima dopo l’intervallo forzato della pandemia ma, ancor più perché ha festeggiare il traguardo dei trent’anni d’attività di ristorazione di Luciana e Beppe.

La festa è nata con lo scopo della condivisione e c’è chi l’ha assaporata con tutti i sensi per la prima volta, insieme a chi le ha vissute tutte fin dall’inizio. Questo evento non è dunque solo un mero evento di cucina, ma un’occasione per raccogliere allo stesso tavolo personalità istituzionali, della politica, dell’economia e dell’informazione, favorendo lo scambio di opinioni in un’atmosfera informale ma cercando di affrontare temi ‘caldi’ e di interesse generale, non solo dell’agricoltura.

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A rendere giustizia alle delizie della ‘Zena”, con il menù di prodotti a “km zero”, preparato da Luciana c’erano il Prefetto Clemente Di Nuzzo e il vice Rosa Correale, il Vescovo Pierantonio Pavanello, il senatore Bartolomeo Amidei, l’assessore regionale Cristiano Corazzari, la consigliera regionale Simona Bisaglia, il presidente della Provincia Enrico Ferrarese, il sindaco di Badia Polesine Giovanni Rossi, i comandanti dei Carabinieri Emilio Mazza e Guardia di Finanza Antonio Morelli, il Questore Giovanni Battista Scali, Roberto Branco presidente del Consorzio di bonifica Adige Po, Mauro Giuriolo presidente di Bancadria. Soprattutto c’era il gotha dei “Custodi della terra”: la Coldiretti.

Ognuno qui ha un ruolo e serve lo sforzo di tutti per accelerare e progettare un futuro che metta in luce le potenzialità del territorio” ha commentato Parizzi, seguito dal presidente nazionale degli agriturismi di Terranostra-Coldiretti Diego Scaramuzza che ha riportato qualche dato del panorama del settore, mettendo in luce il potenziale delle aziende agricole che stanno andando incontro alle esigenze dei consumatori cambiate nel post-Covid. Tutti hanno portato un saluto e una riflessione anche gli assenti, come l’europarlamentare Paola Ghidoni e il presidente della Camera di Commercio Massimo Zanon che hanno inviato uno scritto complimentandosi per questo evento. 

Tanti i temi trasversali e comuni su cui gli ospiti hanno espresso la loro opinione, come la Zls, un traguardo che darà una spinta positiva al Polesine e alla sua comunità, con la possibilità di unire i comuni e il miglioramento delle periferie. Hanno completato la coreografia della serata alcuni storici amici dei titolari testimoni della storia di questa cena. 

Ha chiuso gli interventi il presidente Carlo Salvan che, dopo aver ringraziato le testate giornalistiche locali per la pubblicità, ha fatto sintesi degli argomenti trattati, sottolineato come tutte le istituzioni siano chiamate a lavorare in squadra per il bene comune. L’invito di Coldiretti è dunque di collaborare per avere una visione d’insieme che serva per risolvere diverse questioni annose sia per l’agricoltura che per il territorio intero, che vanno dalla denatalità, alla minaccia del cibo sintetico (per il quale Salvan ha rivolto i complimenti a Giovanni Rossi per aver deliberato contro il cibo alieno). Naturalmente fra i temi ha fatto capolino quello legato alla siccità ma anche del contenimento della la fauna selvatica, cercando di evitare l’abbandono del Polesine attraverso la crescita economica, la sostenibilità e la redditività necessaria.

Ringraziamo tutti, ne avevamo bisogno – hanno affermato alla fine Beppe e Luciana delle Clementine -, per noi che siamo ‘diversamente giovani’ e in due facciamo 154 anni è difficile dire basta, queste manifestazioni ci danno la volontà di proseguire e state sicuri che sarà sempre la serata della bondiola e non dei grilli”.

A mezzanotte e mezzo sfidando la nebbia ormai fitta, tutti han fatto ritorno a casa. 

Concludendo e recuperando la riflessione di Carlo Salvan, è possibile affermare che,  se Coldiretti dopo oltre cento anni si piazza ancora ai primi posti nella reputazione di stima fra le istituzioni nazionali, questo è dovuto alla serietà delle persone che vi fanno parte. Insomma, un patrimonio comune da difendere e preservare.

Sul finire della conviviale, Coldiretti ha fatto dono di un prezioso vaso portafiori a Luciana mentre a Beppe, Fabio Ortolan ha consegnato una preziosa stampa d’epoca della trattrice Fiat 700 A.

Ugo Mariano Brasioli

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