COSTA DI ROVIGO (Rovigo) – Si era nascosto anche a Costa di Rovigo, João Guilherme Correa, il neonazista brasiliano arrestato dalla Digos di Milano lo scorso 27 giugno in provincia di Pavia. A renderlo noto è la Rai, che ricostruisce la vicenda del latitante e il percorso investigativo che ha portato alla sua cattura.
Correa era fuggito dal Brasile nel marzo del 2025, mentre era sottoposto a procedimento giudiziario. Nel 2022 era stato arrestato con l’accusa di associazione sovversiva perché ritenuto appartenente agli Hammerskin, considerata una delle organizzazioni neonaziste più violente e riservate a livello internazionale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, come appartenente al gruppo suprematista bianco era stato condannato per il suo coinvolgimento in un duplice omicidio avvenuto nel 2009. L’uomo avrebbe fatto parte del commando che uccise il leader di una formazione rivale e avrebbe assassinato con un colpo di pistola alla testa anche la fidanzata ventunenne della vittima, ritenuta una testimone scomoda dell’agguato.
Pochi giorni prima della sentenza definitiva, però, João Guilherme Correa sarebbe riuscito a liberarsi del braccialetto elettronico, facendo perdere le proprie tracce e riparando in Europa.
Fondamentale per ricostruire i suoi movimenti è stato il lavoro investigativo dei giornalisti Daniela Abade e Andrea Palladino, collaboratori della rivista brasiliana Piauí. Le loro verifiche hanno consentito di individuare il percorso del latitante fino al Polesine, dove aveva trovato ospitalità a Costa di Rovigo presso alcuni parenti di secondo grado della fidanzata.
Nel frattempo le indagini proseguono anche in Brasile. La polizia dello Stato del Paraná ha eseguito una perquisizione nell’abitazione dei genitori di Correa, sequestrando computer e telefoni cellulari nell’ambito dell’inchiesta ancora in corso.













