ROVIGO – “Le scuole polesane hanno riaperto i cancelli a più di 24mila studenti: 2.073 bambini della scuola dell’infanzia, 7.853 della scuola primaria, 5.667 della scuola secondaria di primo grado e 8.862 degli istituti superiori. Un in bocca al lupo ai nostri giovani, con la speranza che nei prossimi anni possano essere realizzate le riforme di cui la scuola ha bisogno, specie nel nostro territorio” affermano da Calenda Renew Europe.
In classe fino a 18 anni e tempo pieno per tutti. Un sistema di valutazione efficace. Creazione della carriera di un docente. Superamento delle disparità e le situazioni di svantaggio territoriale. Potenziare l’educazione civica. Creazione di un nuovo modello per la formazione professionale. Aumento del sostegno agli studenti in difficoltà. Riqualificazione in 10 anni tutti gli edifici scolastici. Attuazione della parità scolastica. Sono solo alcune delle molte proposte contenute nel programma della Lista Calenda che presenta come candidati polesani della coalizione composta da Azione/Italia Viva l’imprenditore di Rovigo Gabriele Galiazzo e l’avvocato di Porto Tolle Giacomo Bovolenta oltre che l’ex sindaco di Ficarolo Manuela Nicoletti candidata fuori collegio.

“In Italia abbiamo tra i tassi di dispersione scolastica e di disoccupazione giovanile più alti d’Europa. In Polesine nel 2020 la dispersione scolastica è stata dell’1,36% quasi doppia rispetto al Veneto, e la disoccupazione giovanile nella fascia di età 15-24 anni del 22,9%. I problemi della scuola sono i problemi del Paese: dobbiamo recuperare efficacia e offrire ai giovani concrete prospettive di crescita culturale e professionale. Ci sono tutti gli strumenti per dare a ogni talento la possibilità di trovare la propria strada.
Come Lista Calenda proponiamo di rivedere i cicli scolastici con termine delle superiori a 18 anni e anticipo dell’ingresso dei giovani all’università e nel mondo del lavoro, allineandoci agli standard europei. Va poi ripreso un sistema nazionale di valutazione efficace per consentire di individuare le aree su cui è necessario migliorare. Inoltre, in linea con il Pnrr, proponiamo di ridisegnare la formazione professionale secondaria su modello degli Istituti Tecnici Superiori (percorsi post-diploma alternativi a quelli universitari dove l’80% degli studenti trova lavoro entro un anno dal termine) garantendo che gli studenti acquisiscano le competenze effettivamente richieste dal mercato del lavoro anche attraverso percorsi duali in apprendistato per anticipare il contatto dei giovani con il mondo del lavoro. Si deve inoltre procedere a firmare il contratto dei docenti scaduto da troppi anni e, in parallelo, bisogna introdurre forme di carriera per il personale della scuola e agire per abbattere la percentuale di personale precario. Infine va ripensata l’edilizia scolastica, con spazi destinati non solo a “fare lezione”, ma come luoghi di acquisizione attiva di competenze, spazi per lo studio autonomo, per la socialità e per la convivialità. Luoghi per il lavoro individuale e occasione di incontro, di confronto e di partecipazione”.


















