ROVIGO – Si alza il livello di tensione all’interno dell’Ulss 5 Polesana (LEGGI ARTICOLO). A lanciare l’allarme è la Fp Cgil Rovigo, che denuncia una situazione organizzativa giudicata sempre più critica, aggravata ora anche da problemi amministrativi legati ai pagamenti delle prestazioni aggiuntive svolte dal personale sanitario per ridurre le liste d’attesa.
Secondo quanto riferito dal sindacato, numerosi lavoratori avrebbero segnalato il mancato pagamento di una parte delle attività straordinarie che l’Azienda sanitaria aveva assicurato sarebbero state liquidate nel mese corrente. Una situazione che, denuncia la Fp Cgil , si sarebbe verificata senza comunicazioni preventive né spiegazioni ufficiali da parte degli uffici competenti.
“Parliamo di operatori che da anni garantiscono attività aggiuntive ben oltre il normale orario di lavoro, sacrificando spesso il proprio tempo libero per mantenere operativo un sistema sanitario sempre più in sofferenza”, afferma Riccardo Mantovan, segretario generale della Fp Cgil Rovigo.
Il sindacato sottolinea come il malcontento tra gli operatori sanitari stia crescendo rapidamente, alimentando sfiducia e forte esasperazione. Una tensione che starebbe già producendo le prime conseguenze concrete: alcuni infermieri impegnati nei gruppi operatori avrebbero infatti comunicato all’Azienda la propria indisponibilità a proseguire, dal prossimo mese, nelle attività aggiuntive finalizzate all’abbattimento delle liste d’attesa chirurgiche.
“Quando anche chi ha sempre garantito disponibilità straordinarie inizia a fermarsi, significa che il livello di esasperazione ha superato il limite di sicurezza”, prosegue Mantovan.
La Fp Cgil parla di una situazione “gravissima”, che rischia di avere ripercussioni sia sui tempi di risposta sanitaria ai cittadini sia sulla tenuta organizzativa complessiva dell’Ulss 5. Al centro delle critiche c’è quella che il sindacato definisce una crescente difficoltà gestionale dell’Azienda sanitaria, accusata di non riuscire a garantire programmazione, stabilità organizzativa e risposte tempestive in una fase già molto delicata per la sanità pubblica polesana.
“Non si può continuare a chiedere disponibilità, flessibilità e sacrifici ai lavoratori senza garantire affidabilità organizzativa e rispetto degli impegni economici assunti”, evidenzia ancora Riccardo Mantovan.
Secondo il sindacato, per anni il sistema sanitario del territorio ha retto soprattutto grazie al senso di responsabilità degli operatori, spesso chiamati a colmare carenze strutturali, organizzative e di personale ormai croniche. Ma ora, avverte la Fp Cgil , il rischio è che quel modello non sia più sostenibile.
L’appello rivolto all’Ulss 5 è quello di aprire un confronto concreto con lavoratori e territorio, evitando una gestione definita “autoreferenziale” e distante dai problemi quotidiani vissuti nei servizi sanitari della provincia.

















