Giovedì 14 maggio alle 17:30, in Sala Arazzi di Palazzo Roncale, con uno degli appuntamenti più attesi: con Fabio Carminati, caporedattore della Redazione Esteri del quotidiano “L’Avvenire” 

ROVIGO – I primi incontri che hanno sancito l’inizio della nona edizione del Maggio Rodigino, Primavera della cultura, rassegna di eventi organizzata dalla direzione artistica e scientifica di Fondazione per lo Sviluppo del Polesine e quest’anno dedicata al Mediterraneo, il suo spirito, il suo tempo, la sua utopia, hanno fatto entrare nel vivo i presenti di quanto sia urgente e necessario interrogarsi sul presente per guardare al prossimo futuro, fatto di incertezza e decisivi cambiamenti epocali.

A inaugurare la prima settimana di interventi (Foto Loris Slaviero), il concerto musicale di successo proposto, domenica 3 maggio nel pomeriggio, nella sempre magnifica cornice del Tempio della Beata Vergine del Soccorso di Rovigo, in collaborazione con il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, il Coro Polifonico “Città di Rovigo”, il Conservatorio “A. Boito” di Parma. Un viaggio che dalla laguna di Venezia ha trasportato i presenti sin nei meandri delle acque del Mediterraneo. Direttore dell’ensemble, il Maestro Vittorio Zanon, con un repertorio musicale che ha spaziato da Monteverdi a Cavalli, passando anche a Filago, Grandi, Grillo, Rovetta, Usper. Per l’occasione, ha portato il proprio saluto anche il Sindaco della città, Valeria Cittadin, complimentandosi per l’alta qualità degli eventi proposti.


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Durante la giornata di lunedì, gli eventi si sono spostati nella Sala Arazzi di Palazzo Roncale per un lungo dibattito in termini di Geopolitica, alla presenza di tre massimi esperti, docenti de “La Sapienza” di Roma, ovvero Matteo Marconi, Francesco Zampieri, Paolo Sellari, in dialogo con la giornalista Giorgia Brandolese.”Mediterraneo: cerniera o frattura?” ha riportato il prof. Marconi, Docente di geopolitica del mare “Mare centrale o mare marginale? Subisce o è attivo nei processi? Questi sono i dubbi che oggi riguardano il Mediterraneo che ha una sua specificità molto forte e fondamentale, da sempre”. “È una rivoluzione spaziale – ha poi riferito il prof. Zampieri, docente di Studi Strategici all’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia – quella che sta subendo il Mediterraneo. Stiamo assistendo a meccanismi di rovesciamento di dinamiche da globali a regionali. Oggi, il Mediterraneo interessa tutti, anche oltre le sue coste. Pensiamo soprattutto ai rapporti economici e a quanto influisca, a livello mondiale nella nostra attualità, la crisi di Hormuz che colpisce anche potenze come la Cina”. “Tre sono le parole chiave – ha concluso il prof. Sellari, che insegna materie geografiche e geopolitiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche di Sapienza, Università di Roma – che riguardano il Mediterraneo: centralità, minacce e resilienza. Ci sono delle sfide che ci riguardano e che devono essere affrontate”.

Martedì 5 maggio, l’appuntamento si è poi spostato a Palazzo Angeli, nella sala intitolata al professore Luigi Costato, in collaborazione con il CUR. Protagonista della giornata il Magistrato Alberto Perduca, in dialogo con la professoressa di Diritto internazionale dell’Università di Ferrara, Alessandra Annoni, con cui si è parlato, appunto, di diritti e diritto internazionale in un panorama di grave crisi. “Stiamo assistendo – ha riferito Perduca – ad un momento di grande difficoltà per la democrazia se si pensa che, nel mondo, attualmente le autocrazie stimate sono 92, mentre le democrazie sono 87, facendo riferimento statisticamente alla salvaguardia dei diritti umani e dei processi elettorali. Il raffronto è impietoso rispetto a circa vent’anni fa se pensiamo anche alla libertà d’espressione, all’epoca in crescita in 52 Paesi, oggi in declino in 44″. E ancora: “La giustizia penale internazionale era nata come necessaria per punire i peggiori criminali, cosa che fino a quel momento non era stata fatta nei tempi precedenti. Oggi, assistiamo ad atti quali quello del Presidente degli Stati Uniti che ha riferito che la corte internazionale minacci la sicurezza nazionale. Assistiamo a giudici che hanno partecipato alla delibera di arresto del presidente israeliano. O ancora, il tribunale di Mosca che ha condannato nove magistrati, tra cui un italiano, per aver commesso generici crimini contro la federazione russa non definiti. Quindi sì, stiamo assistendo ad una crisi, ma dobbiamo capire se può esserci un’alternativa, o se dobbiamo tornare a riparlare di ciò che c’è già”.

Mercoledì pomeriggio, un nuovo intenso momento di riflessione alla presenza, in Sala Gran Guardia, del professore dell’Università patavina Egidio Ivetic, docente anche di Storia del Mediterraneo, in dialogo con il professore Paolo Zorzato. Il dialogo si è soffermato sul Mediterraneo tra Occidente e Sud Globale, tra divisione ancora oggi in Occidente e non-Occidente. “Da secoli e secoli – ha detto il professore Ivetic – la storia del Mediterraneo è come un pendolo. Per lungo tempo, abbiamo visto il mondo arabo islamico confrontarsi o scontrarsi con la cristianità latina. Uno spartiacque è stato sicuramente l’avvento di Napoleone in Egitto nel 1798, da cui poi deriverà la fase coloniale nel Mediterraneo che finirà, sempre con i francesi, nel 1962 con il ritiro dall’Algeria. È avvenuta dunque una spartizione per decenni, anche quando è nato lo Stato di Israele. La fase più felice? Quella della decolonizzazione, durante la quale si è costruito un socialismo laico in quei Paesi. Oggi, non è più così, tanto è cambiato anche a livello demografico, se si pensa che la Turchia oggi conta 90 milioni di abitanti, l’Egitto più di Spagna e Italia insieme, e il Mediterraneo, a causa dei fenomeni migratori, viene percepito come una frontiera, tipo quella tra USA e Messico. Cosa succederà ora, è difficile a dirsi, ma certo è che siamo in una fase di decostruzione dell’Occidente e non sarà più lo stesso d’ora in avanti”.

Il Maggio rodigino, per questa settimana, dà il benvenuto ai tanti eventi che in città saranno all’interno del programma del Festival Biblico, basato sull’interessante tema del potere del limite, in continuità anche con il tema del Mediterraneo, e si riprenderà successivamente con la programmazione, ripartendo da giovedì 14 maggio alle 17:30, in Sala Arazzi di Palazzo Roncale, con uno degli appuntamenti più attesi: sarà infatti ospite Fabio Carminati, caporedattore della Redazione Esteri del quotidiano “L’Avvenire”. Il giorno dopo alle 21, al Teatro di San Bortolo, un altro coinvolgente appuntamento grazie alla presenza dell’Arcivescovo Flavio Pace in collaborazione con la Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo.

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