ROVIGO – Una manifestazione autorizzata, promossa da un gruppo di attivisti provenienti da Mestre, si è svolta nel pomeriggio di oggi lunedì 29 giugno nei pressi dell’Istituto penale per i minorenni “Antonio Vivaldi” di Rovigo.
L’intenzione dei manifestanti era quella di raggiungere il carcere minorile per far arrivare direttamente ai giovani detenuti il proprio messaggio di solidarietà e di protesta contro il sistema penitenziario. Per ragioni di ordine pubblico, però, il corteo non ha potuto avvicinarsi all’ingresso dell’istituto.
Il gruppo è stato infatti fermato e confinato all’angolo tra via Mazzini e via Mure San Giuseppe, dove un imponente cordone composto da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza ha impedito qualsiasi avanzamento verso il carcere. La Polizia Locale di Rovigo ha invece gestito la viabilità, con la chiusura del tratto di strada compreso tra viale Trieste e il Tribunale e le conseguenti deviazioni del traffico.

Durante il presidio gli attivisti hanno affisso alle vetrine delle attività commerciali della zona volantini nei quali contestano il sistema carcerario italiano, denunciando condizioni di detenzione ritenute degradanti, il sovraffollamento degli istituti penitenziari e un modello che, a loro giudizio, privilegia la repressione rispetto ai percorsi educativi e di reinserimento.
Nel documento distribuito ai cittadini viene espresso anche un giudizio fortemente critico nei confronti del nuovo istituto penale minorile di Rovigo e delle recenti politiche sulla giustizia minorile, fino ad affermare che “il carcere non deve esistere in nessuna delle sue forme”.
Attraverso un impianto audio i manifestanti hanno ripetutamente invitato i giovani detenuti a farsi sentire dall’interno dell’istituto. Tuttavia non è arrivata alcuna risposta. Per effetto dell’assenza di qualsiasi riscontro dall’interno del carcere, la manifestazione si è trasformata di fatto in un dialogo unilaterale, con i manifestanti che hanno rivolto messaggi ai detenuti senza ricevere alcuna risposta.
Secondo gli organizzatori, il silenzio potrebbe essere stato determinato dal fatto che i ragazzi fossero rimasti all’interno delle celle e non nelle aree esterne dell’istituto. Su questo aspetto non risultano comunicazioni ufficiali da parte della direzione del carcere.
L’iniziativa si è comunque svolta senza alcuna criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico, costantemente presidiata dalle forze dell’ordine presenti lungo tutta l’area interessata.
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One Comment
un consiglio spassionato a quesyi “attivisti”;andate a lavorare,ma seriamente!! nelle serre a Lusia cercono peone per raccogliere aglio e cipolle!! fatevi avanti