PORTO VIRO (Rovigo) – Un mese fa il presidente della giunta regionale del Veneto Luca Zaia ed il sindaco di Porto Viro Valeria Mantovan sono stati, separatamente, a Roma (LEGGI ARTICOLO) ed, al loro ritorno, avevano dato l’impressione che la sostituzione dell’ex assessore Elena Donazzan, eletta al Parlamento europeo, sarebbe stata una questione di pochi giorni. Così non è stato e l’indicazione del presidente Zaia sarebbe stata quella di pensarci “dopo Ferragosto”.
L’accettazione della nomina ad assessore regionale per Mantovan comporta la rinuncia ad essere Il sindaco di Porto Viro, e la città dovrà tornare al voto nel 2025, motivo per cui, considerato certo l’ingresso di Mantovan in Regione, il clima da campagna elettorale è palpabile.
Dalla parte di Forza Italia non rappresentata in maggioranza, ovvero dal gruppo che vede come unico consigliere comunale Doriano Mancin, che fa riferimento all’ex sindaco Geremia Gennari ed a Enrico Bonafè, che sono stati tutti a sostegno della elezione a sindaco di Maura Veronese alle ultime elezioni amministrative, si leva la voce di Gennari contro Mantovan.

“In questo periodo – commenta Geremia Gennari, già primo cittadino della Città di Porto Viro – la nostra sindaca Mantovan sta eseguendo numerosi voli pindarici per cercare di ammaliare i suoi numerosi supporter, al fine di far passare la sua scelta di abbandonare lo scranno da prima cittadina per quello ben più remunerativo quale assessore regionale. Lo descrive come un enorme sacrificio che però porterebbe grandissimi vantaggi ai suoi amati concittadini portoviresi.
Recita questa farsa sin dal giorno in cui è stata eletta sindaca infatti, il percorso politico fatto in questi due anni lo dimostra inconfutabilmente. La carica di sindaca doveva rappresentare il trampolino di lancio per futuri obiettivi politici ben più importanti ed ambiziosi: tutte cose che l’opinione pubblica portovirese, e non solo, sa bene.
Vi sarebbe, inoltre, una forte contrapposizione alla sua nomina in Regione, da parte di alcuni suoi colleghi di partito, che reputano la Mantovan troppo giovane e con poca esperienza. Questa vicenda è come la classica medaglia con due facce: una è quella testé sopra descritta, l’altra è di natura prettamente politica ed è ben più pesante.
Mi riferisco – spiega Gennari – agli scenari politici che si verrebbero a costituire se dovesse concretizzarsi la nomina in Regione. Lasciando la carica di sindaca, il reggente diventerebbe probabilmente il suo vice, Thomas Giacon, notoriamente uomo di sinistra. Quindi, la giunta comunale si ritroverebbe formata da due assessori leghisti e due di Forza Italia, cui aggiungiamo il presidente del consiglio di Fratelli d’Italia, guidata da un sindaco di sinistra. Insomma una situazione così paradossale ed inconcepibile che diventerebbe una forma di mostruoso soggetto politico forse unico in tutta Italia.
Per concludere – dice ancora Gennari – ricordo che circolano voci in paese di recenti riunioni di maggioranza nelle quali sarebbero volate parole grosse nel trattare argomenti delicati.
Se questo dovesse verificarsi, Porto Viro sarebbe ricordata per tre eventi straordinari: il Taglio di Porto Viro del 1604; la fusione di Donada e Contarina in Porto Viro, nel 1995; un sindaco di sinistra che guida una maggioranza di destra, nel 2024″.
















