VENEZIA – “Dopo un primo bimestre in cui le vittime sul lavoro in Veneto erano quasi dimezzate rispetto al 2025, il bilancio dei primi tre mesi del 2026 si chiude con numeri invariati rispetto allo scorso anno, interrompendo il segnale positivo finora registrato. I decessi totali, infatti, sono 21, come nel 2025. Di questi, 16 sono avvenuti in occasione di lavoro e 5 in itinere.
Un quadro che riporta il Veneto in zona rossa, dopo il precedente posizionamento in zona gialla, e che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della formazione e dei controlli“.
L’Ing. Mauro Rossato, alla guida dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, commenta con queste parole i risultati dell’ultimo monitoraggio condotto dal suo gruppo di specialisti.
Il rischio di morte: Belluno, Padova e Verona in zona rossa
Per individuare le aree più fragili sul fronte della sicurezza, l’Osservatorio elabora una mappatura basata sull’incidenza della mortalità .
La zona rossa, in cui rientra attualmente il Veneto, raggruppa le regioni con un’incidenza superiore alla media nazionale.
A fine marzo 2026, il rischio di infortunio mortale in Veneto (7,3 morti per milione di occupati) supera nettamente la media italiana (5,7).
Belluno registra il dato più alto della regione (indice 22,7) e si colloca in zona rossa insieme a Padova (11,4) e Verona (7,1). Venezia si trova in zona gialla (5,3), come Vicenza (5,2) e Treviso (5,0). Solo Rovigo resta in zona bianca, con indice pari a 0,0.
Infortuni mortali: distribuzione provinciale
Sono 21 i decessi rilevati a fine marzo 2026, lo stesso numero del 2025. Di questi, 16 sono avvenuti in occasione di lavoro (tre in più rispetto allo scorso anno).
La provincia più colpita è Padova con 6 vittime. Seguono Verona (4), Vicenza e Treviso (3), Belluno e Venezia (2), Rovigo (1).
Denunce di infortunio in lieve aumento
Le denunce totali di infortunio crescono leggermente: dalle 17.219 del 2025 alle 17.749 del 2026.
Verona registra il numero più elevato (3.477), seguita da Padova (3.463), Vicenza (3.347), Treviso (3.292), Venezia (2.855), Belluno (811) e Rovigo (504).
Infortuni per genere e nazionalitÃ
Nei primi tre mesi del 2026 si contano 6.207 denunce tra le lavoratrici (4.960 in occasione di lavoro) e 11.542 tra i lavoratori uomini (10.244 in occasione di lavoro).
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 4.419, di cui 3.707 avvenute durante l’attività lavorativa. Tra le vittime, 8 sono straniere, un dato che evidenzia la vulnerabilità di questa componente della forza lavoro.
Settori più colpiti
Le Attività Manifatturiere restano il comparto più esposto, con 2.944 denunce di infortunio in occasione di lavoro.
Seguono: Costruzioni (1.035), Commercio (873), Trasporto e Magazzinaggio (773) e Sanità (772).
Cos’è l’incidenza degli infortuni
L’incidenza degli infortuni mortali misura il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una determinata area per ogni milione di occupati. Si tratta di un indicatore fondamentale per confrontare il fenomeno tra territori con diversa popolazione lavorativa.
La zonizzazione dell’Osservatorio Vega
La classificazione del rischio infortunistico elaborata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering si basa su una scala cromatica:
- Bianco: incidenza inferiore al 75% della media nazionaleÂ
- Giallo: tra il 75% e il 100% della media nazionaleÂ
- Arancione: tra il valore medio e il 125% della media nazionaleÂ
- Rosso: oltre il 125% della media nazionaleÂ
Il quadro che emerge è chiaro: dopo segnali iniziali incoraggianti, il Veneto torna a fare i conti con numeri critici, che impongono un rafforzamento immediato delle misure di prevenzione e controllo.

















