ROVIGO – Non è il numero delle multe a preoccupare, ma l’assenza di una visione politica sulla sicurezza stradale. È questo il cuore dell’intervento del capogruppo di Rovigo si Ama, Federico Frigato, che interviene dopo l’approvazione della delibera relativa all’utilizzo dei proventi delle sanzioni al Codice della strada per l’anno 2025.
Secondo Frigato, il documento approvato dalla giunta si limita a certificare gli incassi derivanti dalle contravvenzioni, senza fornire però una valutazione sull’efficacia delle politiche adottate dall’amministrazione comunale in materia di sicurezza e mobilità.
«La delibera è sostanzialmente un atto contabile dal quale non emerge alcuna valutazione politica sull’efficacia delle politiche di sicurezza stradale – afferma –. In pratica la giunta ci dice quanto ha incassato, ma non ci dice se la città oggi sia realmente più sicura».
I numeri parlano di proventi netti da sanzioni pari a circa 2,61 milioni di euro, una cifra che il consigliere traduce in oltre 52 euro per ogni cittadino rodigino. Di questi, oltre 842 mila euro provengono dagli autovelox, nonostante quelli installati lungo la tangenziale risultino inattivi.
«Non voglio fermarmi alla solita polemica del “si fanno troppe multe” – precisa Frigato – anche perché questi livelli di incasso sono sostanzialmente in linea con quelli registrati negli ultimi anni, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni. Si è passati da poco meno di 3 milioni di euro nel 2022 e nel 2023, ai 3,1 milioni del 2024, mentre nel bilancio di previsione 2026 si supera addirittura quota 3,3 milioni».
Per il capogruppo civico il vero nodo riguarda invece la destinazione delle risorse e i risultati ottenuti.

«Ai cittadini interessa sapere quale modello di sicurezza urbana si sta costruendo con questi soldi. Dopo tre cambi di assessore alla Polizia Locale in due anni, credo sia legittimo chiedere al sindaco se gli incidenti stradali siano diminuiti, se i punti più pericolosi della città siano stati messi in sicurezza e se pedoni e ciclisti siano oggi più tutelati».
Frigato richiama in particolare la situazione delle frazioni, che a suo giudizio continuano a soffrire una carenza di controlli e interventi.
«Le strade delle frazioni sono monitorate e pattugliate per limitare la velocità oppure sono state lasciate in completo abbandono? È una domanda alla quale l’amministrazione dovrebbe rispondere con dati e risultati».
Nel mirino finisce anche la situazione della sede della Polizia Locale. «Ho segnalato più volte le criticità della struttura. Ancora in questi giorni i locali dell’armeria e del ricovero mezzi sono finiti sott’acqua. Anche in questo caso agli annunci non sembrano seguire interventi concreti».
Per il consigliere di opposizione una soluzione potrebbe essere quella di rendere pubblica ogni anno una rendicontazione dettagliata sull’utilizzo delle risorse derivanti dalle sanzioni.
«L’amministrazione dovrebbe pubblicare un report annuale indicando chiaramente dove vengono reinvestiti questi fondi, specificando quali strade vengono sistemate, quali attraversamenti pedonali vengono realizzati, quali piste ciclabili vengono costruite, quali campagne di educazione stradale vengono promosse e quali interventi vengono destinati alle scuole. Sarebbe una questione di trasparenza e partecipazione».
Da qui la proposta di istituire un “Fondo sicurezza per le frazioni”, alimentato con una quota fissa degli introiti derivanti dalle multe. «Si parla spesso delle frazioni quando si è all’opposizione e molto meno quando si governa. Per questo propongo di destinare una parte delle risorse a interventi scelti direttamente dai residenti: attraversamenti rialzati, marciapiedi, illuminazione pubblica, segnaletica e sistemazione dei viali alberati».
La conclusione è una critica diretta all’impostazione dell’amministrazione comunale. «Da questi numeri non emerge una strategia capace di trasformare Rovigo in un modello di sicurezza, mobilità sostenibile e qualità della vita. Il problema non è la mancanza di risorse, ma l’assenza di una visione misurabile e condivisa su come quei soldi debbano migliorare concretamente la vita dei cittadini».


















