In vista della manifestazione del 21 febbraio, la Rete dei comitati polesani richiama i danni storici della subsidenza e chiede un cambio di rotta per il territorio
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ADRIA (Rovigo) – Alla vigilia della manifestazione contro le trivellazioni in programma sabato 21 febbraio 2026, la Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell’ambiente e il Coordinamento Polesine No Trivelle ribadiscono il loro no a nuove estrazioni di metano nel Delta del Po e nelle aree interne della provincia.

Per i comitati, le estrazioni rappresentano una minaccia mai del tutto scomparsa. Gli effetti della stagione estrattiva tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’60, ricordano, sono ancora oggi visibili nel territorio polesano.

Subsidenza, bradisismo e costi della bonifica

Subsidenza e bradisismo hanno segnato profondamente il Polesine, con costi elevati per la bonifica idraulica, aggravati dall’innalzamento del livello del mare. Un quadro che, secondo i promotori della mobilitazione, si traduce in erosione costiera e intrusione del cuneo salino nei fiumi, fenomeno che ha coinvolto anche le falde acquifere dell’entroterra, aprendo scenari di progressiva desertificazione.

“Come cittadini polesani attenti e preoccupati per queste dinamiche ambientali – affermano – non possiamo che opporci a un nuovo corso estrattivo”.

Oltre il no: quale futuro per il territorio?

La riflessione dei comitati va oltre il tema delle trivelle. La difesa del territorio, sostengono, deve accompagnarsi a una visione chiara sul futuro del Polesine.

“Ci chiediamo cosa si intenda fare del nostro territorio – scrivono – se, oltre a proposte di attività inquinanti e nocive anche per la salute, spesso accolte senza troppe perplessità dalle amministrazioni locali, non si registra una reale attenzione alla vocazione naturale del Polesine: agricoltura, pesca e turismo”.

Da qui la richiesta di un cambio di passo da parte delle istituzioni: abbandonare la logica del “Polesine-discarica” e promuovere un modello di sviluppo coerente con le caratteristiche ambientali e produttive del territorio.

L’appuntamento in piazza

La manifestazione di sabato sarà dunque non solo un momento di protesta contro le trivelle, ma anche un’occasione per rilanciare una visione alternativa di sviluppo.

Il messaggio dei comitati è chiaro: no alle trivelle e no a un Polesine ridotto a terra di sfruttamento. Sì invece a un impegno concreto per la tutela ambientale e la valorizzazione delle risorse locali.

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