MILANO – Ancora medaglie per il Canoe Rovigo di Arquà. Dopo il successo della squadra giovanile al Campionato Italiano Canoagiovani, ora tocca a mettersi in gioco alla paracanoa, che si presenta allo scenario sul lago dell’Idroscalo Milano, con tre canoisti disabili.

Ottima prestazione dell’atleta tertraplegico Matteo Zerbetto (foto qui sopra e sotto) nei 500m, che gareggia in categoria KL1, riservata agli atleti con disabilità fisica. Qualche dubbio prima di partire causato da un forte vento ed onde, che il giorno prima hanno causato tanti ritardi delle partenze e molte cancellazioni, nonostante le difficoltà non molla e con molta determinazione conquista la medaglia di bronzo.

Ripete il risultato anche nello sprint dei 200m, e sale nuovamente al terzo gradino del podio. Zerbetto è un’atleta affetto dalla disabilità fisica, e grazie agli adattamenti personali, come lo schienale, guanti di presa e galleggianti anti ribaltamento, riesce a praticare lo sport della canoa in assoluta sicurezza. Uno sport, a stretto contatto con acqua, che abbatte le barriere architettoniche e quelle mentali.

In gioco si mettono anche gli atleti appartenenti alle categorie Dir, riservate alle disabilità intellettuali. Ottima performance di Giorgio Segato (foto qui sopra), in cat. Dir B 500m, fa una bellissima partenza e si classifica al molto buono quinto posto. Bravissimo il suo compagno di squadra Sebastiano Ferrari (foto qui sotto), in una gara molto gettonata in cat. Dir A, si impegna al massimo ma non riesce recuperare e si ferma quarto in semifinale. Ferrari il giorno dopo nelle gare dello sprint stabilisce il suo tempo da record, purtroppo non è abbastanza per superare la semifinale dei 200m, arriva quinto. La concorrenza cresce anche in categoria Dir B, Giorgio Segato nonostante l’impegno, conclude la semifinale al sesto posto.

Questa manifestazione, il più importante evento della paracanoa, ha visto un fortissimo incremento degli atleti disabili, provenienti di tutta l’Italia. Il risultato di un grande lavoro svolto nelle società sportive, che coinvolgono quotidianamente gli atleti disabili, permettendo loro la socializzazione ed inserendoli nella realtà dei “normodotati”.


















