POLESELLA (Rovigo) – La festa della liberazione a Polesella è stata quest’anno molto partecipata ed emozionante, grazie soprattutto alla partecipazione dei ragazzi del percorso musicale dell’Istituto Comprensivo, che hanno animato le celebrazioni con un piccolo concerto che ha richiamato in piazza Matteotti tante famiglie e tante persone.
La mattinata era iniziata presso il cimitero con la deposizione, effettuata dal sindaco Leonardo Raito e da alcuni assessori, di mazzi di fiori presso le lapidi dei morti delle guerre e presso la tomba di Giovanni Raito, uno dei polesellani condannati, durante il fascismo, dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Ci si è poi spostati nei pressi del municipio dove, alla presenza di istituzioni civili e militari, è stato inaugurato il monumento ai Lagunari. Il sindaco, ringraziando i volontari e l’associazione Soffitte in Piazza che ha contribuito alla realizzazione del manufatto, ha ricordato che sono centinaia i polesellani che hanno prestato servizio militare nel corpo dei fanti da sbarco, e il cippo commemorativo va anche ad onore di tutte le forze armate per lo sforzo di pace che hanno compiuto nel dopoguerra anche per consolidare la democrazia.
Si è poi costituito il corteo con le associazioni e i labari, che si è portato nella Piazza centrale del paese, dove i ragazzi del comprensivo hanno suonato l’inno nazionale, l’inno alla gioia, e un’altra serie di pezzi che è stata molto apprezzata. I giovani studenti hanno inoltre letto dei brani che hanno raccontato le biografie di alcuni giovani partigiani, con gli ideali che hanno difeso e propugnato. Ha preso poi la parola la sindaca dei ragazzi Sofia Rizzo, che ha voluto sottolineare i valori di democrazia e libertà che i giovani d’oggi possono vivere anche in virtù dello sforzo e del sacrificio di chi ha fatto la resistenza. È toccato al sindaco Raito il compito di tenere l’orazione ufficiale.
Il primo cittadino ha voluto sottolineare il percorso politico e di vita di Giacomo Matteotti, eroe e martire antifascista di cui quest’anno si celebra il centenario del barbaro assassinio: “Matteotti è ricordato oggi più per la tragica fine che per la qualità del suo impegno politico in vita. Eppure, lui sottolineò con forza sia il valore della scuola che il valore del lavoro, due basi fondanti della nostra costituzione. Matteotti vedeva nella scuola una forma di riscatto per tante persone povere e deboli, e la scuola, che propugna l’intelligenza, lo studio e la cultura, è ancora oggi l’argine per la difesa della democrazia. Sul lavoro il suo insegnamento è stato quello di lottare per un salario equo e per delle condizioni lavorative migliori. Anche questo un messaggio che dovremo fare nostro per invertire una tendenza che vede 1000 morti all’anno sul lavoro”.
Un discorso che ha raccolto un convinto e lungo applauso da parte dei presenti a segnare una celebrazione decisamente riuscita e unificante.


















